VITA

Arap: riformare la Basaglia

21 Febbraio Feb 2008 0100 21 febbraio 2008

L'Associazione per la riforma dell'assistenza psichiatrica riunisce molte famiglie di malati mentali

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L'Associazione per la riforma dell'assistenza psichiatrica riunisce molte famiglie di malati mentali

Modificare al piu' presto la legge Basaglia (180 del 1978), che impose la chiusura dei manicomi, attraverso un collegamento piu' forte tra famiglia e Dipartimenti di salute mentale. E' l'appello lanciato dall'Associazione per la riforma dell'assistenza psichiatrica (Arap), riunita oggi in un convegno a Roma. Le famiglie dei malati psichici non vogliono la riapertura dei manicomi, ma si battono affinche' tutte le persone colpite vengano seguite e curate con un'assistenza psichiatrica adeguata. "Purtroppo tutto questo non avviene - denuncia Maria Luisa Zardini, presidente dell'Arap - perche' ci sono molti malati lasciati in balia dei loro disturbi. Abbiamo cominciato il nostro lavoro nel 1981, ma da allora poco e' cambiato". Il presidente Arap vorrebbe un maggiore collegamento tra famiglia e Dipartimenti di salute mentale, "specie per quei pazienti non consenzienti, che rifiutano le cure". Dello stesso parere Emilio Covino, vicepresidente Arap, che auspica una modifica delle legge 180. "Bisogna creare dei vincoli - conferma - e obbligare tutti i pazienti con disturbi ad essere curati". "Ci sono atteggiamenti intollerabili - ribatte Zardini - come quello della mancata applicazione dell'accertamento sanitario obbligatorio (Aso), previsto dalla legge 180". Un articolo presente, ma non osservato. "Ci sono tanti ragazzi che vivono da soli - prosegue la Zardini - e non hanno un'assistenza sanitaria adeguata. Continuare in questo modo non e' piu' possibile, e' una vergogna". Altro problema che colpisce i ragazzi con disturbi psichici e' il cosiddetto periodo del 'dopo di noi', ovvero quando i genitori non ci sono piu' e i figli restano soli. "Auspichiamo che si crei una Fondazione - termina Covino - che permetta ai ragazzi di vivere in qualche appartamento, magari insieme, dopo la scomparsa dei genitori".