VITA

Milano: il Comune smentisce il taglio contributi agli affidi

14 Marzo Mar 2008 0100 14 marzo 2008

«Tutti gli ordini di pagamento sono già partiti», dicono.

  • ...
  • ...

«Tutti gli ordini di pagamento sono già partiti», dicono.

Mercoledì 12 marzo le pagine milanesi di alcuni quotidiani riportavano la notizia che il Comune di Milano da due mesi non paga i contrubuti alle famiglie con minori in affido. Lo rivelava l'interrogazione del consigliere Andrea Fanzago, del PD. Avvenire ieri riportava la testimonianza di una coppia, Anacleto e Betty.

A un primo giro di telefonate, le realtà che si occupano di affidi non confermano la notizia: «Fondi ce ne sono pochi, ritardi ne sono capitati, ma finora il Comune ha sempre pagato. Però può anche essere che le famiglie non abbiano segnalato il problema a noi ma direttamente agli uffici competenti», dicono.

Mariolina Moioli, assessore alla Famiglia, Scuola e Politiche sociali smentisce la notizia con un comunicato ufficiale: «A Milano, nel corso dell?ultimo anno, gli affidi sono aumentati di circa il 12%, anche grazie alla rete costuituita dal Comune di Milano che prevede la collaborazione con associazioni familiari ed enti del privato sociale già impegnate su questo tema. Attualmente sono attivi in città circa 280 affidi», spiega. «Il Comune di Milano non ha affatto sospeso l?erogazione dei contributi per le famiglie affidatarie. Alle famiglie anzi, continuano ad essere rimborsate anche le spese sanitarie che non rientrano tra quelle coperte dal Sistema Sanitario Nazionale, le spese scolastiche, le vacanze e la partecipazione a progetti educativi, la cui validità viene concordata insieme alla famiglia».

Che dire allora della testimonianza raccolta da Avvenire? «Può essere che ci sia un ritardo», spiegano dal Comune. Però non si tratta di un ritardo di pochi giorni, bensì di due mesi, facciamo notare. «Tutte le disposizioni di pagamento per il 2008 sono partite, ma chiaramente non tutti vengono liquidati contemporaneamente. Si tratta di 280 famiglie, con contributi complessivi che variano tra i 400 e gli 800 euro, è ragionevole che l'amministrazione suddivida in tranche i pagamenti».