VITA

Tasse a misura di famiglia: la deduzione in rampa di lancio

20 Aprile Apr 2008 0200 20 aprile 2008

Il neodeputato Alfredo Mantovano assicura: «Il primo segnale lo daremo già nel Dpef». Potrebbe quindi diventare presto realtà Il Basic Income Family.

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Il neodeputato Alfredo Mantovano assicura: «Il primo segnale lo daremo già nel Dpef». Potrebbe quindi diventare presto realtà Il Basic Income Family.

Il bonus bebè annunciato da Berlusconi? Poco più di un contentino, avvertono le famiglie, se non si darà corso a quel cambiamento radicale della fiscalità «che finalmente riporti giustizia, facendo pagare ognuno secondo la sua capacità contributiva», commenta Antonio Affinita, direttore relazioni esterne del Movimento italiano genitori. La rivoluzione, proposta in una petizione dal Forum famiglie e sostenuta da tutte le associazioni, si chiama Bif - Basic Income Family.

Il che significa «prevedere la tassazione del reddito realmente a disposizione delle famiglie, deducendo a monte una quota fissa per le spese di mantenimento di ogni membro, i figli, ma anche gli anziani o il coniuge», spiega Affinita. Che aggiunge: «Oggi il sistema fiscale considera il soggetto contribuente nella sua individualità e non nella forma di ?famiglia?, il genitore quindi paga le tasse sulla base del reddito che genera senza tener conto che con tale reddito deve provvedere alle spese delle persone che ha a carico. Solo successivamente lo Stato prevede la detrazione, in parte, di tali spese, ma l?imponibile rimane comunque il medesimo». Conclusione: «Questo è un sistema di fiscalità ingiusta per la famiglia: la Corte Costituzionale lo ha ribadito con tre diverse e storiche sentenze fin dal 1975».

La detrazione, attualmente, infatti è pari a 800 euro annui per ogni figlio per i redditi bassi e la pressione fiscale è applicata considerando il reddito della famiglia nella sua interezza.

L?introduzione del Bif porterebbe invece all?utilizzo di un sistema fiscale basato sulle deduzioni: per ogni figlio si deduce dall?imponibile reddituale una somma di circa 6-8mila euro, che secondo i calcoli delle associazioni sono i fondi necessari al mantenimento annuale. Ciò che resta nell?imponibile dopo questa deduzione, poi, rappresenta la vera voce reddituale che sarebbe giusto tassare.

Ma il governo imboccherà questa strada? Assicura di sì Alfredo Mantovano, magistrato di An, appena rieletto alla Camera, che ha a suo tempo firmato la petizione del Forum famiglie e condivide la necessità, oltre che l?urgenza, di una riforma strutturale del sistema fiscale per le famiglie. «Il bonus bebè rappresenta solo un primo passo a carattere contingente, per dare una boccata d?ossigeno a chi ne ha bisogno», spiega. Nel programma del Pdl c?è di più, c?è l?obiettivo di arrivare all?istituzione del quoziente familiare entro la fine della legislatura. «È un impegno di riforma considerato prioritario, su cui si è speso più volte lo stesso Berlusconi. E questo cambiamento inizierà proprio introducendo il sistema delle deduzioni come viene richiesto dalle associazioni familiari», aggiunge Mantovano. Sul quantum, cioè quante migliaia di euro sarà possibile sottrarre dall?imponibile per ogni figlio, per ora Mantovano non è in grado di fare previsioni («Occorre una ricognizione delle risorse disponibili»), ma sul quando, invece, una prospettiva c?è: «Senz?altro nella Finanziaria per il 2009, con qualche anticipazione nel Documento di programmazione economica di giugno».

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Sul dpcm relativo ai Livelli essenziali di assistenza, il ministro della Salute e quello dell?Economia stanno girando due film. Definiti nel 2001, da rivedere entro il 2006, approvati in Conferenza Stato-Regioni il 20 marzo 2008, ai nuovi Lea (che includono, fra l?altro, ausili più moderni per i disabili) manca solo l?ok di Tommaso Padoa Schioppa. Livia Turco continua a dire che «il ministero dell?Economia ha ultimato le verifiche. Prodi firmerà il dpcm nei prossimi giorni». Ma in via XX settembre dicono che la firma ancora non c?è: «Il provvedimento è fermo all?esame del Capo di Gabinetto». Tant?è che Pietro Barbieri, presidente della Fish, il dpcm lo dà per morto: «Tutto rinviato al prossimo governo».

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Il ministro della Pubblica istruzione, Giuseppe Fioroni, ha trovato i soldi per un regalo d?addio ai 2,5 milioni di studenti delle superiori: a settembre arriverà la carta ?IoStudio?: musei gratis, sconti al cinema, nelle oasi del WWF e negli agriturismi confiscati alla mafia.