VITA

Ecco le linee guida per bilanci trasparenti

3 Giugno Giu 2008 0200 03 giugno 2008

Accountability. Parla il professor Propersi dell’Agenzia onlus

  • ...
  • ...

Accountability. Parla il professor Propersi dell’Agenzia onlus

Magari non ci pensiamo spesso, ma un bilancio dovrebbe essere una sorta di fotografia. Dovrebbe raccontare la vita di una organizzazione, sottolinearne l?originalità e i tratti più peculiari. Perché ciò sia possibile, però, è necessario che fra realtà rappresentata e strumento vi sia una sostanziale congruità. Che, per quanto riguarda le non profit, attualmente manca.

È per questo che l?Agenzia per le onlus ha presentato una propria proposta di Linee guida e schemi per la redazione del bilancio di esercizio degli enti non profit. Come sottolinea il professor Adriano Propersi, consigliere dell?Agenzia, che delle linee guida è stato uno degli ispiratori ed estensori, «non ha senso usare gli schemi di bilancio delle imprese profit, in cui grande rilevanza ha il conto economico, che serve per misurare un reddito che le non profit non hanno. Da qui l?opportunità di uno strumento diverso, più specifico e su misura».

L?intento è aiutare le realtà del terzo settore a realizzare il proprio autoritratto nel modo più somigliante possibile. Un tema, in epoca di 5 per mille, particolarmente attuale. Sullo sfondo, l?esigenza della trasparenza.

Infatti lo schema proposto contiene, accanto allo stato patrimoniale, un rendiconto gestionale: utile per documentare le attività di organizzazione e governance e per registrare i proventi derivanti dalle donazioni, dalle liberalità, dalla raccolta fondi, dal patrimonio (accanto agli eventuali ricavi). «Inoltre abbiamo introdotto nella nota integrativa e nella relazione di missione alcuni elementi tipici del non profit per rappresentare la gestione e la missione dell?ente», spiega Propersi.

La proposta dell?Agenzia per le onlus (messa a punto da una commissione tecnica coordinata da Propersi cui hanno partecipato rappresentanti dell?accademia, dell?Abi, della Fondazione Cariplo) mira a sollecitare gli enti a dare di sé una rappresentazione uniforme, che consenta paragoni tra bilanci di anni diversi e renda confrontabili soggetti diversi.

È un modo per uniformare la autorappresentazione degli enti e criteri di valutazione precisi ed uniformi, considerando l?esigenza di certificazione di bilancio sempre più diffusa fra i grandi enti.

La palla ora passa alle associazioni: già i Centri di servizio per il volontariato e il Forum del terzo settore si sono detti disponibili a sperimentare lo schema (che è semplificato anche per tener conto delle realtà piccole), mentre Fondazione Cariplo, con il suo presidente Giuseppe Guzzetti, ha annunciato che per finanziare gli enti utilizzeranno questi schemi. «È un passaggio di crescita, così lo vediamo noi», prosegue Propersi, «sono i primi passi per dare al mondo non profit la dignità di un bilancio proprio. Il nostro è un atto d?indirizzo, non è vincolante. Naturalmente siamo disponibili a verificare e se necessario modificare il documento, che del resto è e deve rimanere un suggerimento».

Per quanto riguarda l?Agenzia sono due gli obiettivi dei prossimi mesi. Il primo, predisporre il documento sui bilanci d?esercizio e di gruppo delle imprese sociali (così come previsto dai decreti attuativi pubblicati in gennaio), è annunciato per fine luglio. Per fine anno invece si prevede che saranno conclusi i lavori di un?altra commissione dell?Agenzia, presieduta dal consigliere Mario Molteni, che sta predisponendo una articolata proposta di bilancio di missione per le organizzazioni non profit.

  • IL PUNTO
  • Dall?Agenzia. La proposta di bilancio dell?Agenzia per le onlus è stata presentata a Milano il 22 maggio. Contiene, tra l?altro, un rendiconto gestionale che documenta i proventi delle donazioni. Nota integrativa e relazione di missione descrivono gestione e missione dell?ente.www.agenzieperleonlus.it