Salute

SALUTE MENTALE. I dieci anni di Davide & Golia

14 Ottobre Ott 2008 1129 14 ottobre 2008

Una serie di iniziative a Vicenza dal 14 al 19 ottobre per il decennale del gruppo legato alla Caritas

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Una serie di iniziative a Vicenza dal 14 al 19 ottobre per il decennale del gruppo legato alla Caritas

Dieci anni di auto-mutuo aiuto per la salute mentale a Vicenza. Li festeggia dal 14 al 19 ottobre il Davide & Golia, il servizio della Caritas Diocesana Vicentina che vuol essere “segno” dell'attenzione che la comunità cristiana dovrebbe avere verso chi soffre nella psiche e verso i suoi familiari.

Presso la segreteria di riferimento del Davide & Golia a Vicenza, nell'ex canonica di Campedello in viale Riviera Berica 239, per tutta la settimana le porte saranno aperte per chi vuole fermarsi per un caffè e per conoscere da vicino questa esperienza. Martedì 14 ottobre alle ore 19,00 presso la medesima chiesa parrocchiale si terrà una Santa Messa comunitaria officiata dal Vescovo Cesare Nosiglia. La festa vera e propria si svolgerà poi domenica prossima 19 ottobre sempre a Campedello: alle ore 11,00 Santa Messa e alle ore 13,00 pranzo presso il teatro parrocchiale con tutta la comunità della Riviera Berica.

Fra le persone che maggiormente hanno contribuito all'avvio, dieci anni fa, dell'esperienza del Davide & Golia, lo psichiatra Livio Dalla Verde, coordinatore della commissione della Caritas diocesana “Disagio mentale e comunità cristiana” e attualmente nello staff del III Centro di Salute Mentale dell'Ulss 6 a Noventa Vicentina. «I servizi assistenziali per la salute mentale non mancavano allora come oggi – racconta - ma quello che non c'era era il rapporto spontaneo fra malati e non malati. Come Caritas Vicentina abbiamo osservato, riflettuto, fatto indagini sul bisogno, finché siamo stati in grado di individuare l'anello debole dell'aiuto: l'amicizia, la relazione di prossimità. Per questo abbiamo sfruttato i week-end quali porta d'accesso alla relazione. Infatti è al sabato o alla domenica che si va al cinema, al bar e ci si può frequentare. Far incontrare i disabili mentali con la popolazione, creare occasioni di relazione fu un'operazione culturale che ebbe da subito un grande impatto. Inoltre il Davide & Golia si è fatto fin da subito promotore della propria filosofia con altre realtà, cercando di essere uno stimolo per altre associazioni, altri gruppi di auto-mutuo aiuto e per i familiari. Oggi nella provincia di Vicenza sono centinaia le persone coinvolte in questa esperienza di accoglienza e di abbattimento del pregiudizio e la loro esperienza è riconosciuta anche dalle Ulss».

Il Davide & Golia è oggi un insieme di gruppi di auto-mutuo aiuto che coinvolgono complessivamente più di 120 persone tra volontari, soci, familiari e operatori. I partecipanti ci tengono a sottolineare che le persone sono tutte alla pari, senza distinzioni: fra chi è volontario od operatore e chi ha bisogno di aiuto il rapporto è prima di tutto di amicizia. "Quando siamo nati nel 1998 – spiega Sandra, uno degli operatori - l'obiettivo principale era offrire spazi di incontro nei momenti in cui i centri di salute mentale erano chiusi. L'idea di base è sempre stata quella di recuperare la normalità dei rapporti”. “Nella struttura ospedaliera – racconta Renzo - ero come un vegetale, non parlavo, non facevo niente. Come vedete, grazie al gruppo ora è tutta un'altra cosa".

Al Davide & Golia infatti insieme si fanno molte attività in diversi luoghi della città: c'è il gruppo composto da chi ama biodanzare, quello di chi gioca a carte, quello dei soci che vanno a cavallo, il gruppo del calcetto e dello stadio, chi dipinge, chi scrivere e anche chi si occupa della cucina. Spiega Andrea Spolaor, psicologo e responsabile di questa esperienza: «Fin dall'inizio abbiamo cercato di vincere questa sfida insieme con e all'interno di una comunità che guarisce gli altri e se stessa. Questo significa saper coinvolgere un territorio: parrocchia, comunità, servizi pubblici e privati. E' questo, anche, il significato della nostra presenza nella parrocchia di Campedello».