Adozioni e Affido

ADOZIONI. Italia-Russia, un seminario per consolidare gli accordi

16 Aprile Apr 2009 1452 16 aprile 2009

È il primo incontro dopo l'accordo bilaterale firmato a novembre scorso

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È il primo incontro dopo l'accordo bilaterale firmato a novembre scorso

È iniziato a Roma il primo seminario italo-russo sulle adozioni internazionali (dopo l'accordo bilaterale firmato a Mosca il 6 novembre 2008 tra l’Italia e la Federazione Russa). Il seminario, presieduto dal Presidente della Commissione per le Adozioni internazionali, Carlo Giovanardi, è un’occasione non solo per implementare e migliorare l’accordo stesso ma anche di confronto e di scambio per le autorità russe e italiane sul tema delle adozioni internazionali, sulle rispettive normative che disciplinano l’adozione, sui requisiti degli adottanti e dei minori adottabili.

L' accordo sottoscritto tra la Russia e l'Italia costituisce un punto di riferimento e un modello per i successivi accordi che la Federazione russa sottoscriverà con altri Paesi in materia di adozioni internazionali. Nelle Disposizioni generali del testo per la prima volta viene stabilito che le parti contraenti possono concordare il numero degli enti autorizzati a operare con le adozioni internazionali nella Federazione Russa. Si tratta di una scelta importante perché tenta di mettere ordine nel sistema adozioni.

Ad oggi sono oltre 70 gli enti che hanno ottenuto dalla autorità russe l’accreditamento a promuovere le adozioni internazionali in Federazione Russa, di cui dieci sono italiani.

Dice il comunicato di presentazione del seminario: «La Repubblica italiana e la Federazione russa, convinte che per assicurare uno svolgimento armonioso della sua personalità, il minore deve crescere in un ambiente familiare, in un clima di serenità, di comprensione, riconoscendo che ognuna delle Parti contraenti deve adottare le misure adeguate per permettere al minore di rimanere nella propria famiglia naturale e, nel caso che non sia possibile, per collocarlo in una famiglia sostitutiva, e riconoscendo che al minore adottato in conformità all’Accordo sottoscritto devono essere assicurati da ognuna delle parti contraenti gli stessi benefici e gli stessi diritti che gli sarebbero riconosciuti in quanto cittadino dello Stato di accoglienza o che vi abbia la residenza abituale.Le parti Contraenti collaborano al fine di garantire che l’adozione di minori sia manifestazione di libera volontà dei soggetti che la effettuano, in spirito d solidarietà umana e nell’osservanza delle leggi delle Parti contraenti e della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo del 20 novembre 1989».