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Trattamento dei dati personali contenuti nello scontrino fiscale rilasciato per l'acquisto di farmaci

29 Aprile Apr 2009 0200 29 aprile 2009

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PROVVEDIMENTO 29 aprile 2009
Trattamento dei dati personali contenuti nello scontrino fiscale rilasciato per l'acquisto di farmaci. (09A05300)


IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI

Nella riunione odierna, in presenza del prof. Francesco Pizzetti,
presidente, del dott. Giuseppe Chiaravalloti, vice presidente, del
dott. Mauro Paissan e del dott. Giuseppe Fortunato, componenti e del
dott. Filippo Patroni Griffi, segretario generale;
Visto il codice in materia di protezione dei dati personali (d.lgs.
30 giugno 2003, n. 196);
Vista la documentazione in atti;
Viste le osservazioni dell'Ufficio formulate dal segretario
generale ai sensi dell'art. 15 del regolamento del Garante n. 1/2000;
Relatore il prof. Francesco Pizzetti;

Premesso:

Specifiche disposizioni legislative prevedono che nello scontrino
fiscale rilasciato dalle farmacie per l'acquisto di farmaci siano
riportati, ai soli fini della detrazione o della deduzione delle
spese sanitarie, oltre al codice fiscale del destinatario, anche la
natura, la qualita' e la quantita' dei medicinali acquistati (art. 1,
comma 28, l. 27 dicembre 2006, n. 296 e, da ultimo, art. 39 del d.l.
1° ottobre 2007, n. 159, conv. l. 29 novembre 2007, n. 222).
In base a tale disciplina, l'Agenzia delle entrate, nella
risoluzione n. 156/E del 5 luglio 2007, ha rilevato che «per quanto
concerne la necessita' di indicare la natura del prodotto acquistato,
si ritiene sufficiente che lo scontrino fiscale rechi la dizione
generica di «farmaco» o «medicinale». Cio' vale ad escludere che la
spesa sostenuta dal contribuente si riferisca a prodotti attinenti ad
altre categorie merceologiche disponibili in farmacia. Tuttavia,
poiche' la norma oltre all'indicazione della natura del bene,
richiede che lo scontrino indichi anche la qualita' del prodotto, si
ritiene che debba essere riportata anche la specificazione del tipo
di farmaco acquistato». L'Agenzia ha, quindi, inteso interpretare la
parola «qualita'» dei medicinali con l'espressa menzione in chiaro
della denominazione commerciale del farmaco sullo scontrino.
Al riguardo, sono pervenute numerose segnalazioni volte ad
evidenziare la lesione della riservatezza e della dignita' degli
interessati in conseguenza dell'indicazione, in chiaro, della
denominazione commerciale del farmaco acquistato all'atto della
presentazione della documentazione fiscale per la denuncia dei
redditi presso il centro per l'assistenza fiscale (Caf) oppure il
proprio commercialista, configurandosi, in tal modo, un trattamento
sistematico di dati personali sulla salute idonei a rivelarne anche
le patologie.
Nell'ambito dell'attivita' istruttoria svolta dall'Ufficio, in
relazione anche alle predette segnalazioni pervenute nonche' a
notizie di stampa, e' stato richiesto all'Agenzia di valutare
l'effettiva indispensabilita' dell'indicazione nello scontrino
fiscale della denominazione commerciale del farmaco, oltre al codice
fiscale del destinatario, alla natura e alla quantita' dei medicinali
acquistati.
L'Agenzia ha dato riscontro alla richiesta (nota del 28 maggio
2008), evidenziando, in proposito, che l'indicazione della
denominazione del farmaco nella fattura o nello scontrino risulta per
l'amministrazione finanziaria indispensabile in quanto assume rilievo
in sede di controllo. L'Agenzia ha motivato, tra l'altro, il proprio
orientamento sulla base dell'applicazione analogica della disciplina
generale in materia di Iva, in base alla quale l'indicazione relativa
alla «natura, qualita' e quantita'» dei beni e' prevista per la
compilazione delle fatture al fine di garantire la corretta
detrazione dell'imposta da parte degli operatori economici (art. 21,
comma 2, lett. b), del d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633).
Per l'Agenzia delle entrate, l'espressione «natura e qualita'» deve
intendersi unitariamente come rappresentativa di un unico requisito
che risulta rispettato ogniqualvolta la descrizione contenuta nel
documento fiscale consenta inequivocabilmente ed univocamente di
identificare l'esatto bene oggetto di cessione.
Nell'ambito della medesima istruttoria preliminare, l'Ufficio ha
svolto il 24 luglio 2008 un incontro con taluni rappresentanti di
Federfarma (Federazione nazionale unitaria dei titolari di farmacia
italiani) al fine di acquisire utili indicazioni, con particolare
riferimento ad eventuali informazioni rilevabili dal farmacista -
mediante la lettura ottica del codice a barre del farmaco acquistato
- idonee ad identificare il prodotto venduto e ad essere menzionate
sullo scontrino in luogo della denominazione commerciale dello stesso
(ad es. il numero di autorizzazione all'immissione in commercio,
ovvero AIC).
All'esito del predetto incontro e' pervenuta una prima nota
interlocutoria di Federfarma (nota del 9 ottobre 2008) recante la
normativa e i disciplinari tecnici che il gruppo di lavoro interno
istituito presso la medesima Federazione ha esaminato.
Successivamente (nota del 26 febbraio 2009), Federfarma ha fornito
specifici elementi all'Autorita' precisando che l'autorizzazione al
commercio viene rilasciata dall'Agenzia italiana del farmaco e che il
numero di AIC permette di individuare la singola confezione
farmaceutica, riferendosi a un medicinale avente un determinato
dosaggio, forma farmaceutica, via di somministrazione e presentazione
(art. 6, comma 2, d.lgs. 24 aprile 2006, n. 219). Tale numero, ha
precisato ancora la Federazione, e' riportato sul bollino autoadesivo
o direttamente sulla confezione sia in chiaro che mediante la tecnica
di rappresentazione a barre e quindi rilevabile otticamente.
Con la medesima comunicazione Federfarma ha segnalato, altresi',
che la prospettata ipotesi di indicare il numero AIC in luogo della
denominazione commerciale del farmaco, qualora venisse attuata,
renderebbe meno trasparente, nei confronti dei cittadini, il
contenuto dello scontrino al fine di un'agevole verifica del prezzo
pagato per un determinato farmaco. Ha evidenziato, inoltre, che il
numero AIC, sebbene rilevabile dagli strumenti elettronici in
dotazione delle farmacie, tuttavia, attualmente, non e' riportabile
sullo scontrino fiscale, salvo modifiche al software tali da
richiedere un congruo periodo di tempo per essere effettuate.

Osserva:

All'esito dell'esame del quadro normativo sopra richiamato, in
relazione ai soli profili concernenti il trattamento dei dati
personali contenuti nello scontrino fiscale per l'acquisto di farmaci
ai fini della detrazione o della deduzione delle spese sanitarie,
tenuto conto delle osservazioni formulate in proposito dall'Agenzia
delle entrate e da Federfarma, e' stato completato il necessario
approfondimento in ordine al delicato bilanciamento tra il rispetto
della dignita' e della riservatezza degli interessati e,
contestualmente, l'interesse pubblico alla riduzione del rischio di
indebite detrazioni e deduzioni fiscali.
L'indicazione sullo scontrino fiscale rilasciato dalle farmacie per
l'acquisto di farmaci ai fini della detrazione o della deduzione
delle spese sanitarie, oltre del codice fiscale del destinatario,
anche della natura, della qualita' e della quantita' dei medicinali
acquistati configura, infatti, un trattamento sistematico di dati
personali sulla salute degli interessati, idoneo a rivelarne anche le
patologie.
In tale quadro, occorre preliminarmente evidenziare che l'Agenzia
delle entrate, nel legittimo perseguimento delle finalita' di
rilevante interesse pubblico connesse all'applicazione delle
disposizioni in materia fiscale, ivi compresi gli aspetti concernenti
le deduzioni e le detrazioni nonche' i relativi controlli, puo'
trattare anche dati personali sensibili e giudiziari ai sensi del
regolamento per il trattamento di tale categoria di dati adottato, in
attuazione dell'art. 20 del Codice, dall'Agenzia in conformita' al
parere positivo del Garante (parere dell'8 febbraio 2007).
Sul punto occorre rilevare che i dati idonei a rivelare lo stato di
salute degli interessati possono essere trattati solo laddove
indispensabili per lo svolgimento di attivita' istituzionali che non
possano essere effettuate, caso per caso, mediante il trattamento di
dati anonimi o di dati personali di natura diversa.
Tuttavia, la disciplina in materia fiscale relativa alla detrazione
o alla deduzione delle spese sanitarie non prevede alcun potere di
indagine dell'organo amministrativo accertatore in ordine alla
connessione tra il farmaco acquistato, l'effettivo stato di salute
del contribuente e l'appropriatezza dell'assunzione del medicinale da
parte dell'interessato.
Si rileva, inoltre, che il contribuente puo' avvalersi delle
previste agevolazioni fiscali (deduzione o detrazione) sia per i
farmaci da banco sia per quelli soggetti a prescrizione. In
quest'ultimo caso, diversamente da quanto sostenuto dall'Agenzia
nella citata nota indirizzata al Garante, anche per i farmaci
parzialmente a carico del Ssn, la prescrizione e' trattenuta dal
farmacista all'atto dell'erogazione del farmaco.
In tale quadro, deve ritenersi che ogni lecita forma di controllo
sul bene venduto da parte degli organi preposti puo' essere utilmente
effettuata mediante l'utilizzo del numero di autorizzazione
all'immissione in commercio (AIC) - rilevato mediante la lettura
ottica del codice a barre di ciascun farmaco e riportato
automaticamente sullo scontrino fiscale dal farmacista - in luogo
della denominazione commerciale dello stesso. Tale procedura
consente, infatti, di identificare in modo univoco ogni confezione
farmaceutica venduta - al pari della specificazione in chiaro della
relativa denominazione commerciale - e risulta, pertanto, un
accorgimento idoneo alla riduzione del rischio che si verifichi un
pregiudizio rilevante per gli interessati, in considerazione della
natura sensibile dei dati trattati, idonei a rivelarne anche le
patologie, e delle relative modalita' di trattamento.
La specificazione della qualita' del bene attraverso l'indicazione
del numero di AIC in luogo della denominazione commerciale del
farmaco assicura lo stesso livello di garanzie rispetto al rischio,
paventato dall'Agenzia delle entrate nell'ambito della citata nota
indirizzata al Garante, che «l'operatore economico non corretto
potrebbe essere indotto ad indicare negli scontrini emessi la
dicitura «farmaco» o «medicinale» anche in occasione della vendita di
prodotti appartenenti ad ulteriori e diverse categorie
merceologiche».
L'univoca individuazione «codificata» della qualita' del bene,
unita alla sua natura, quantita' e prezzo consente, inoltre, in
relazione a quanto rilevato da Federfarma, di rendere comunque
trasparente, nei confronti dei cittadini, il contenuto dello
scontrino al fine della verifica dell'importo pagato per ciascun
farmaco acquistato.
Pertanto, per lo svolgimento delle attivita' istituzionali in
ambito fiscale, non risulta indispensabile che lo scontrino, ai fini
della detrazione o della deduzione delle spese sanitarie, riporti in
chiaro la denominazione commerciale del farmaco acquistato.
A tale scopo l'Agenzia delle entrate deve fornire idonee
indicazioni affinche', ai fini della detrazione o della deduzione
delle spese sanitarie, lo scontrino fiscale rilasciato per l'acquisto
di farmaci riporti, in luogo della menzione in chiaro della
denominazione commerciale degli stessi, il numero di AIC, oltre al
codice fiscale del destinatario, alla natura e alla quantita' dei
medicinali acquistati.
Tali indicazioni, che devono risultare immediatamente operative,
devono essere fornite entro il termine ritenuto congruo di tre mesi
dalla data di ricezione del presente provvedimento.
Dal giorno successivo alla pubblicazione o alla comunicazione da
parte della Agenzia delle entrate delle suddette indicazioni, e
comunque non oltre la data del 1° gennaio 2010, i titolari del
trattamento, che emettono scontrini fiscali per l'acquisto di farmaci
ai fini della detrazione o della deduzione delle spese sanitarie,
devono adeguarsi a quanto indicato dall'Agenzia delle entrate.

Tutto cio' premesso il garante
ai sensi dell'art. 154, comma 1, lett. c) del codice,
Dispone che:

a) l'Agenzia delle entrate, entro il termine di tre mesi dalla
data di ricezione del presente provvedimento, fornisca indicazioni -
immediatamente operative - affinche', ai fini della detrazione o
della deduzione delle spese sanitarie, lo scontrino fiscale
rilasciato per l'acquisto di farmaci riporti, in luogo della menzione
in chiaro della denominazione commerciale degli stessi, il numero di
autorizzazione all'immissione in commercio (AIC), oltre al codice
fiscale del destinatario, alla natura e alla quantita' dei medicinali
acquistati;
b) dal giorno successivo alla pubblicazione o alla comunicazione
da parte della Agenzia delle entrate delle indicazioni di cui alla
lettera precedente, e comunque non oltre la data del 1° gennaio 2010,
i titolari del trattamento dei dati personali che emettono scontrini
fiscali per l'acquisto di farmaci ai fini della detrazione o della
deduzione delle spese sanitarie devono adeguarsi alle suddette
indicazioni dell'Agenzia, riportando sugli stessi, in luogo della
menzione in chiaro della denominazione commerciale del farmaco, il
numero di autorizzazione all'immissione in commercio (AIC), oltre al
codice fiscale del destinatario, alla natura e alla quantita' dei
medicinali acquistati;
c) copia del presente provvedimento sia trasmessa a A.s.so.farm. e
a Federfarma, affinche' divulghino il contenuto del presente
provvedimento presso le farmacie pubbliche e private;
d) ai sensi dell'art. 143, comma 2, del Codice, copia del presente
provvedimento sia trasmessa al Ministero della giustizia - Ufficio
pubblicazione leggi e decreti per la sua pubblicazione nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica italiana.

Roma, 29 aprile 2009

Il presidente e relatore: Pizzetti

Il segretario generale: Patroni Griffi