Religioni

Quei "postini" che volevano depistare l'Enciclica

10 Luglio Lug 2009 0200 10 luglio 2009

  • ...
  • ...

Preoccupatissimi per una possibile lettura troppo "sociologica" o banalmente "anti capitalista" della enciclica Caritas in Veritate alcuni funzionari vaticani hanno organizzato una delle operazioni mediatiche più surreali degli ultimi anni. Hanno cioè provato a "orientare" la stampa anticipando ad un gruppo selezionato di giornali una loro sintesi del documento, resa appetibile con l'inserimento di alcune citazioni del testo pontificio. L'operazione ha bypassato la sala stampa vaticana e anche l'appartamento pontificio la ignorava. Siano permesse un paio di riflessioni.
A leggere le sintesi fornite ai giornali veniva un po' da sbadigliare. L'enciclica è stata presentata come una riflessione molto dottrinale sui rapporti fra etica ed economia, senza affondi specifici e concreti. L'effetto è sembrato più quello di afflosciare l'attenzione dei media, piuttosto che di orientarla a una lettura più profonda e stimolante. Resta poi il dubbio se a mettere in moto i "postini" (con le loro buste anonime) sia stata più l'ingenuità o piuttosto una finalità ideologica. Questa enciclica ha una storia lunga, attorno ad essa si sono confrontate visioni diverse, anche all'interno del Vaticano. E nella Curia spuntano come funghi nuovi improvvisati strateghi della comunicazione che dicono di agire per il bene del Papa ma spesso combinano solo grandi pasticci.

RICORDARE GAZA
C'è qualcuno che si ricorda degli abitanti di Gaza? 1.300 morti nell'operazione Piombo Fuso e 22mila edifici distrutti. Amarissime le considerazioni del Patriarca di Gerusalemme, monsignor Fouad Twal: «Finora le autorità israeliane non hanno permesso ai materiali da costruzione di entrare a Gaza. È inutile parlare di ricostruzione».

ipse dixit
Il terreno comune che Obama propone è questo: lavorare tutti insieme per ridurre il numero delle donne che abortiscono? È soltanto un minimum, ma è un minimum prezioso. Mi ricorda l'atteggiamento dei primi legislatori cristiani che non abrogarono subito le leggi romane tolleranti verso pratiche non conformi o addirittura contrarie alla legge naturale, come il concubinaggio e la schiavitù. Il cambiamento avvenne man mano che il numero dei cristiani aumentava, e, con loro, l'impatto del senso della dignità della persona.