Credito

Interessi zero per le aziende che non scappano

21 Agosto Ago 2009 0200 21 agosto 2009

30 milioni di euro messi a disposizione dal Credito cooperativo

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30 milioni di euro messi a disposizione dal Credito cooperativo

Il prestito massimo è di 15mila euro. Il vincolo è che chi lo chiede torni ad operare nelle aree in cui lavorava prima del sisma Ugo Mantini, capo area della Bcc di Roma in Abruzzo (18 sportelli, di cui 6 sono stati danneggiati dal terremoto), è uno dei 14mila pendolari del sisma. Ogni giorno fa avanti e indietro. La mattina va all'Aquila. La sera torna dalla famiglia, la moglie e i due figli, a Tortoreto Lido. Con lui facciamo il punto sui 30 milioni di euro messi a disposizione dalla Bcc di Roma per prestiti a tasso zero alle aziende che vogliano riprendere l'attività. «C'è solo un vincolo. Una sorta di paletto etico», spiega Mantini, «e cioè che riprendano a operare nella stessa zona in cui lavoravano prima del sisma».
Vita: Come funziona?
Ugo Mantini: Gli imprenditori che vogliono accedere al prestito, devono compilare un questionario. L'obiettivo è capire lo stato dell'arte, se davvero il progetto dell'azienda può funzionare. In caso positivo si può erogare il prestito, che è di 36 mesi per un massimo di 15mila euro a impresa. Ci sono anche dodici mesi di preammortamento.
Vita: Entro quando dovranno riaprire le aziende?
Mantini: Non c'è una scadenza ed è difficile prevedere i tempi della ripresa. Le aziende sono ancora in stallo e per motivi oggettivi. È ancora in corso la perizia dei danni. La zona rossa, il centro dell'Aquila, è ancora off limits. Di fatto è cambiata la configurazione geografica della città e ora la situazione è più drammatica di quella dei primi giorni perché c'è maggiore consapevolezza dei danni. Non sappiamo ancora come e dove potremo ricostruirci una vita. Per ripartire, ad esempio, ci vorrebbero servizi pubblici funzionanti. Pensi che per le iscrizioni ipotecarie dobbiamo rivolgerci a un'altra conservatoria perché quella aquilana è chiusa. Non siamo ancora usciti dal tunnel.
Vita: Però la sua agenzia ha riaperto...
Mantini: È vero. La 99, che stava in centro ed è andata distrutta, si è spostata presso la 101, che ora è situata nel centro commerciale La Meridiana. L'avevamo inaugurata il 20 settembre 2008. Tre mesi dopo avevamo aperto l'agenzia di Paganica, che ora siamo riusciti a riaprire. Per quanto riguarda la 99 non è stato possibile. Perciò ora siamo insieme alla 101. Stiamo un po' strettini, ma va bene. La clientela, e non solo quella, ha apprezzato il nostro sforzo di continuare a fornire il servizio. Ma teniamo le porte sempre aperte, per facilitare l'eventuale sgombero. Dietro la mia scrivania c'è una crepa abbastanza profonda: si è aperta dopo la ristrutturazione fatta a seguito della scossa di aprile. Ma qui è terremoto continuo. Anche l'altro giorno c'è stata una scossa. Lo chiamano sciame sismico. È quello appunto che ha fatto aprire la crepa di cui le dicevo. Si capisce che è difficile, in queste condizioni, anche solo fare progetti.
Vita: E gli aiuti alle famiglie?
Mantini: Per loro abbiamo prodotti specifici. Le esigenze dei nuclei attualmente sono l'acquisto di un'auto se quella di prima è finita sotto le macerie, di una roulotte, di una casa prefabbricata da piazzare magari in giardino. Gli interessi sono congrui. Adesso c'è una convergenza con la Cassa depositi e prestiti. Lo Stato non ha i fondi e quindi li fa anticipare dagli istituti di credito, tramite la Cassa. Il meccanismo è quello dei mutui chirografari con interessi quasi zero. Il rimborso potrà avvenire tramite il credito d'imposta.
Vita: La Bcc ha anche raccolto dei fondi?
Mantini: Sì. Di recente si è svolto un incontro con il presidente della Regione, Gianni Chiodi, Stefania Pezzopane, che guida la Provincia, il sindaco Massimo Cialente e Alessandro Azzi, presidente di Federcasse, Alfredo Savini, vice presidente della federazione Abruzzo Molise delle Bcc e Francesco Liberati, a capo della Bcc di Roma. È stata l'occasione per fare il punto sul progetto «Il Credito cooperativo per l'Abruzzo» che ha raccolto 3,3 milioni di euro. Ai quali si aggiungono 1,5 milioni messi a disposizione dalla Bcc di Roma. Per un totale di 4,8 milioni. L'idea è sostenere un progetto che sia frutto della convergenza strategica tra i diversi enti locali.