Aborto

Via libera all'indagine parlamentare sulla Ru486

22 Settembre Set 2009 1946 22 settembre 2009

La Commissione Sanità del Senato l'ha approvata all'unanimità. Relatori Calabrò e Bianchi

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La Commissione Sanità del Senato l'ha approvata all'unanimità. Relatori Calabrò e Bianchi

La Commissione Sanità del Senato ha dato all'unanimità parere favorevole per avviare le audizioni sulla pillola abortiva Ru486. Si parte subito con l'audizione del ministro del Welfare Maurizio Sacconi e dei vertici dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa), con il direttore generale Guido Rasi e il presidente Sergio Pecorelli. La lista delle altre persone da audire sarà stilata dai due relatori, Raffaele Calabrò (Pdl) e Dorina Bianchi (Pd), entro 60 giorni.

Il lavoro del Senato, a detta di Calabrò, si condenserà in un "documento, una relazione che tuttavia non avrà valore cogente per nessuno": la pillola quindi seguirà la strada che l'Aifa traccerà con il suo decreto. Maurizio Gasparri, che per primo aveva avanzato l'ipotesi politica di una indagine conoscitiva, è «particolarmente soddisfatto del parere favorevole raggiunto all'unanimita' dalla Commissione Sanità» e «sarebbe un bene, non certo una sconvenienza, se il governo dovesse decidere di tenere in debita considerazione le conclusioni cui la commissione d'indagine giungerà».

Anna Finocchiaro (Pd) ha detto: «Va bene fare una ricognizione delle esperienze italiane per capire quale può essere la migliore prassi di utilizzo della pillola. Trovo però bizzarro il modo in cui questa indagine è stata proposta dal centro-destra e trovo strumentale, pretestuoso e poco serio che il Governo abbia bisogno di un'indagine parlamentare per emanare le sue linee guida quando, invece, sa cosa fare».

Per Livia Turco (Pd) «La conclusione dell’indagine conoscitiva sulla pillola Ru486 è già scritta. E’ noto, infatti, grazie anche alla vasta esperienza di altri paesi europei, che questo farmaco può essere somministrato tranquillamente: per questo il parlamento perderà tempo prezioso che andrebbe utilizzato meglio di fronte ai gravi problemi della sanità pubblica».

Aifa ha replicato alla notizia con il seguente comunicato: «L’Aifa, pur consapevole dei limiti legati al proprio ambito tecnico di competenza, è pronta a fornire tutti i necessari chiarimenti per un tema di così alta tensione etica, certa del rigore scientifico, del rispetto delle procedure e dell’ottemperanza alla metodologia regolatoria che ha seguito per addivenire alla propria decisione».