Sostegno a distanza

Anche il sostegno a distanza ha le sue linee guida

27 Novembre Nov 2009 0100 27 novembre 2009

Da via Rovello un documento ufficiale

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Da via Rovello un documento ufficiale

Hanno richiesto oltre un anno di lavoro tra monitoraggio, ricerca ed elaborazione, ma le Linee guida sul sostegno a distanza dell'Agenzia per le onlus ora sono pronte e vengono presentate il 23 novembre a Palazzo Chigi. Costituiranno il riferimento fondamentale per la regolamentazione di un settore che coinvolge - e si parla solo della realtà censita - oltre un milione di italiani "fatturando" 260 milioni l'anno.
La prima novità che emerge dal testo dell'Agenzia è un restringimento di campo: si parla di Linee guida per i soli sostegni a distanza «dedicati a minori e giovani». «Era necessario circoscrivere questa forma avanzata di solidarietà alla sua dimensione più statisticamente significativa: il sostegno dei minori», sottolinea Marida Bolognesi, consigliere dell'Agenzia che ha seguito la stesura del documento. «L'altro aspetto rilevante che l'Agenzia ha valorizzato è quello della reciprocità: in nessuna altra forma di donazione emerge questo livello di coinvolgimento e di crescita del donatore».
Trenta-cinquantenni, per lo più donne, con un buon livello di istruzione. Un impegno economico medio di 270 euro l'anno, costante nel tempo: sono le caratteristiche del Sad, che oggi affronta anche la crisi economica. «Per salvaguardare il futuro del sostegno a distanza bisogna tutelarne la specificità», spiega Vincenzo Curatola, presidente del Forum Sad, realtà in cui si riconoscono 60 enti e che si è dato una Carta dei princìpi. Curatola sottolinea l'importanza di sottoscrivere le Linee guida: «Non sono obbligatorie», dice, «ma garantiscono il massimo della qualità e trasparenza». Nascerà un Albo degli enti che vi si riconoscono, e l'Agenzia per le onlus avrà un ruolo di promozione e controllo. «Tutte le specifiche di trasparenza della nostra Carta dei princìpi sono state riprese», aggiunge Curatola. «Perché salvaguardare il Sad significa differenziarlo, nei bilanci, rispetto ad altre forme di raccolta fondi».