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Danone Nations Cup torna per l'undicesima edizione

22 Aprile Apr 2010 1353 22 aprile 2010

Quest’anno parteciperà tra i 40 paesi anche Haiti

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Quest’anno parteciperà tra i 40 paesi anche Haiti

La Danone Nations Cup è una delle più importanti manifestazioni calcistiche internazionali per ragazzi (tra gli 11 e i 12 anni) che si ripete da undici anni. L’edizione 2010, organizzata come ogni anno in collaborazione con il Centro Sportivo Italiano (Csi), ha il patrocinio del Coni, del Ministero della Gioventù, dell’Agenzia nazionale per i giovani e della Lega Calcio. Il numero delle nazioni coinvolte nel corso della storia del torneo, sin dalla sua nascita nel 1999, è aumentato rapidamente fino a toccare la quota di 40 Paesi rappresentativi dei Cinque Continenti, per un totale di oltre 2.500.000 bambini provenienti da tutto il Mondo. «Spesso non si considerano, come meriterebbero, il valore educativo dello sport e la sua importanza soprattutto nell’età giovanile» spiega Massimo Achini, presidente nazionale del Centro Sportivo Italiano, «La condivisione dei valori insiti nello sport, come il fair play e la partecipazione, sono importanti nella crescita dei nostri giovani atleti e concorrono ad elevare la sensibilità verso temi e significati che vanno oltre gli aspetti materiali e quotidiani della vita».
Quest’anno anche Haiti sarà tra i Paesi ospitati, grazie all’attività e al supporto sviluppato da Danone Italia in collaborazione con la Fondazione Francesca Rava – N.P.H. Italia Onlus e il CSI.
I 14 giovani atleti che formeranno la squadra haitiana, arriveranno in Italia a fine maggio, in occasione della finale italiana nazionale. Questi ragazzi arrivano da Kenscoff, un piccolo centro alle porte di Port au Prince, dove vivono nell’orfanotrofio Kay Sainte Hélène, che attualmente ospita 600 bambini, uno dei tanti progetti sull’isola di N.P.H., l’organizzazione umanitaria rappresentata in Italia dalla Fondazione Francesca Rava. «Lo sport è una lingua, una lingua universale», afferma Padre Richard Frechette, sacerdote e medico in prima linea da 22 anni alla guida di N.P.H. ad Haiti, «Per questi bambini che vivono in un ambiente chiuso, completamente tagliati fuori dal mondo, la possibilità di lasciare Haiti, essere ospitati in Italia e partecipare ad uno sport mondiale come il calcio, vuol dire aprire la loro mente, la loro visione, i loro sogni. È molto importante perché significa invitare questi bambini a scoprire il mondo, a vivere un’esperienza che varrà molto di più di quanto un’istruzione universitaria possa mai dare loro. Perché saranno loro stessi a vivere il mondo». Il viaggio in Italia darà loro l’opportunità di vivere un momento di gioco e di scambio unico, oltre a rappresentare un eccezionale insegnamento per i ragazzi italiani. La finale si terrà nel contesto delle Finali Polisportive del CSI, evento nazionale che coinvolge ogni anno circa mille ragazzi (accompagnati dalle loro famiglie) impegnati in varie discipline e attività. «Il gioco è uno dei diritti fondamentali dell’infanzia e lo sport svolge un ruolo fondamentale per il recupero personale, a maggior ragione in situazioni di disagio», afferma Mariavittoria Rava presidente della Fondazione, «E’ in grado di far sorridere e concorre alla riappropriazione della sicurezza di sé e alla valorizzazione individuale. In questo senso la DNC è il contesto ideale per realizzare questo piccolo grande miracolo, restituire dignità al popolo di Haiti tramite i suoi bambini, che rappresentano il futuro del Paese, arricchire interiormente questi ragazzi che, al loro ritorno, siamo sicuri sapranno condividere questa esperienza con i loro fratellini di Kenscoff». L’obiettivo del torneo è di coinvolgere i giovani partecipanti in un percorso di educazione attraverso lo sport svincolato dal concetto della semplice competizione, ma teso all’apertura mentale, all’entusiasmo, alla partecipazione e all’arricchimento personale. Accanto al torneo, Danone mette in atto, di anno in anno, azioni di Csr ad hoc con focus sull’età giovanile. In questa edizione, un nuovo ambizioso progetto vede Danone avvalersi della collaborazione della Fondazione Francesca Rava - N.P.H. Italia Onlus per aiutare la popolazione di Haiti. Una decisione, questa, che Danone Italia ha condiviso con i propri dipendenti coinvolgendoli in prima persona nella scelta dell’ambito a cui rivolgere la nuova attività di Responsabilità Sociale attraverso un concorso interno che si è svolto lo scorso luglio. Eletto a grande maggioranza il piano legato alle azioni della onlus che opera ad Haiti.
«La proposta della Fondazione Francesca Rava, avanzata da un team di colleghi, è stata accolta da subito con grande entusiasmo e unanime consenso. Dopo il tragico evento di gennaio, entrare attivamente nel programma di aiuti per Haiti ci è sembrata una scelta ancor più dovuta», spiega Xavier Mitjavila, amministratore delegato e presidente di Danone S.p.A. «Insieme alla Fondazione abbiamo attuato e stiamo tutt’ora pianificando alcune attività che si svilupperanno a 360° attorno alla nostra azienda. La Danone Nations Cup è un primo tassello di un puzzle ampio, un evento che si presta perfettamente a quest’operazione di sensibilizzazione non solo perché è forte di una storia lunga e di particolare fascino tra i giovani e le loro famiglie, ma anche perché incarna quei valori etici e morali propri di Danone e di tutto un percorso che abbiamo chiamato Danone per Haiti». All’indomani della devastazione attuata dal terremoto di gennaio, i dipendenti di Danone si sono attivati organizzando una raccolta fondi il cui ricavato è stato moltiplicato per dieci dall’azienda e devoluto interamente alle attività della Fondazione Francesca Rava. Ma non solo. Il messaggio di solidarietà che Danone vuole diffondere grazie al tradizionale appuntamento sportivo, sarà ribadito in futuro attraverso ulteriori azioni di rilievo, lavorando in sinergia con la Fondazione.