Adozioni

Vietato cercare in tv bambini adottati

12 Maggio Mag 2010 1414 12 maggio 2010

Il garante per la privacy sanziona RaiUno

  • ...
  • ...

Il garante per la privacy sanziona RaiUno

«No alla ricerca in tv degli adottati». Nella seduta del 6 maggio il Garante privacy ha vietato alla Rai l'ulteriore diffusione, anche on line, dei dati personali relativi a tre casi di adozioni affrontati nel corso delle puntate della trasmissione di Raiuno "Festa Italiana" del 10 e del 30 marzo e del 1 e del 13 aprile 2010 (leggi qui il testo integrale del provvedimento). Una delle puntate era stata già oggetto di un precedente provvedimento di blocco dell'Autorità.

A segnalare violazioni della legge sulla privacy sono stati l'avv. Francesca Ichino Pellizzi, dell'Associazione nazionale famiglie adottive e affidatarie (ANFAA) e del Presidente del Tribunale per i minorenni di Genova, Adriano Sansa, presentate rispettivamente il 12, 19 e 28 marzo 2010.

Nella trasmissione condotta da Caterina Balivo, definita sullo stesso sito di RaiUno come «lo show dei sentimenti», è previsto da anni uno spazio intitolato “Ti cerco”, che raccolgie gli appelli di chi «sogna di poter ritrovare qualcuno perso di vista da tanti anni». In questo spazio più volte è stata ospitata la ricerca da parte del genitore naturale della figlia adottata o della sorella adottata, con l'indicazione pubblica di elementi identificanti quali il nome di battesimo e l'età esatta, addirittura con la messa in onda di filmati con le immagini di una minore prima dell'adozione. L'Autorità, nel disporre il divieto, ha ritenuto illecite le informazioni diffuse perché in contrasto con la normativa sulla privacy e con la legge 149/2001 sulle adozioni, che affida ai soli genitori adottivi la possibilità di informare il minore della sua condizione di adottato e poi solo a quest'ultimo, raggiunta la maggiore età, la scelta eventuale di ricercare i genitori biologici.

"Nessun mezzo di informazione – commenta Mauro Paissan, relatore del provvedimento - tanto meno il servizio pubblico radiotelevisivo, può intervenire così pesantemente nei delicati rapporti affettivi delle persone adottate". Il Garante ha anche avviato un procedimento per l'applicazione alla Rai di sanzioni pecuniarie (che possono arrivare fino a 180 mila euro) in seguito alla mancata osservanza del blocco della puntata del 30 marzo. Le informazioni "bloccate" erano state infatti riproposte in una successiva trasmissione. Il mancato rispetto del provvedimento ha comportato la segnalazione del caso all'Autorità giudiziaria.

Il Garante ha infine raccomandato alla Rai, qualora affronti storie di genitori biologici e figli adottivi, di assicurare, pur nel rispetto del diritto all'informazione, la dovuta osservanza delle norme in materia di adozioni e di astenersi dal diffondere nomi veri, reali date di nascita immagini e informazioni in grado di rendere identificabili le persone oggetto della ricerca.