Emergenze

Un governo allo sbaraglio nel Vietnam di Gaza

11 Giugno Giu 2010 0200 11 giugno 2010

L'analisi

  • ...
  • ...

L'analisi

«Quos Deus vult perdere, dementat prius». A coloro che vuol perdere, Dio prima toglie loro il senno, dice l'antico detto latino. Questo senso di poter fare qualsiasi cosa grazie all'efficienza delle sue truppe speciali si è già dimostrata fallace nel recente attacco di Israele a Mahmud al-Mabhouh, il dirigente di Hamas ucciso a Dubai.
Quello che stupisce è l'incapacità dei dirigenti israeliani di valutare a fondo le ripercussioni di quanto avevano deciso, la sottovalutazione delle possibili conseguenze. Una incapacità che rivela una incomprensione sostanziale di come sia mutato il mondo e il contesto delle relazioni internazionali. L'attacco alle navi dei pacifisti innesca una gravissima crisi diplomatica tra due Paesi tradizionalmente alleati, i cui rapporti erano già diventati molto tesi nell'ultimo anno, dopo la Guerra a Gaza. Il premier turco Erdogan, in visita in Cile, ha denunciato il terrorismo di Stato israeliano, e l'ambasciatore turco a Tel Aviv è stato richiamato in patria. La crisi è avvenuta alla vigilia dell'incontro tra Netanyahu e Obama, e il leader israeliano è stato costretto a annullare l'incontro e a rientrare in patria. Anche i "negoziati di prossimità", i Proximity Talks tra israeliani e palestinesi appena iniziati dopo tante traversie, sono ora di nuovo a rischio. La Lega araba, che li aveva avallati dopo molte esitazioni, è stata riconvocata per discutere il grave incidente. L'Europa e anche l'Italia hanno condannato il ricorso alla forza che ha prodotto tante vittime civili, e chiesto che venga fatta piena luce su quanto accaduto. Più in generale, il problema è di come possa essere mantenuto l'attuale stato di assedio pressoché totale a Gaza, ignorando le richieste dello stesso Consiglio di Sicurezza, recentemente riaffermate anche dal Quartetto (Usa, Russia, Ue e Onu). Gaza sta diventando per Israele un secondo Vietnam, in termini politici, e certamente sia Hamas che l'Iran sapranno sfruttare a fondo l'accaduto.
È sempre più evidente che questo governo non è in grado di controllare l'azione dei suoi apparati di sicurezza e di affrontare la difficile sfida della pace in un momento così delicato e complesso. Prima se ne trarranno le conseguenze, in Israele e a livello internazionale, meglio sarà.