Maturità 2010

Zamagni nelle tracce del tema

22 Giugno Giu 2010 1721 22 giugno 2010

Il presidente dell'Agenzia delle Onlus tra gli autori indicati nella traccia del saggio breve sulla ricerca della felicità

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Il presidente dell'Agenzia delle Onlus tra gli autori indicati nella traccia del saggio breve sulla ricerca della felicità

Da Primo Levi alle foibe passando per il piacere, la ricerca della felicità, il ruolo dei giovani nella storia e nella politica per finire con la riflessione sull’esistenza degli Ufo e l’utilità della musica. Sono queste le coordinate delle tracce che gli studenti alle prese con il cosiddetto esame di maturità si sono trovati davanti. Tra le proposte quella dedicata all’ambito socio-economico chiedeva di sviluppare un argomento quale “La ricerca della felicità” e tra i documenti offerti alla riflessione degli studenti, accanto all’articolo 3 della Costituzione italiana e alla dichiarazione di indipendenza degli Stati Uniti (che pone tra i diritti inalienabili «il perseguimento della felicità»), tre brani tratti da Zygmunt Bauman, Mauro Maggioni e Michele Pellizzari e infine, Stefano Zamagni, economista e presidente dell’Agenzia della Onlus.

A ben guardare per gli studenti non deve essere stato certo facile muoversi all’interno della documentazione offerta: passare da dichiarazioni di principio come le Costituzione italiana e la dichiarazione d’indipendenza Usa alle riflessioni filosofico economiche e sociali di Bauman e Zamagni. O ancora, basarsi sull’articolo di Maggioni e Pellizzari “Alti e bassi dell’economia della felicità”, pubblicato da La Stampa nel 2003.

La riflessione di Stefano Zamagni, tratta dal libro “Avarizia. La passione dell’avere”, offre un punto di vista molto concreto: «Mentre sappiamo che si può essere perfetti massimizzatori anche in solitudine, per essere felici occorre essere almeno in due». Ovvero la felicità è più facilmente raggiungibile grazie a una serie di azioni, o meglio interazioni tra persone che nascono dal non essere strumentali, anzi dall’essere gratuite. E l’avaro? Infelice, innanzitutto perché è “tirchio” con se stesso. L’agire sociale, in pratica, è uno strumento utile per cercare la felicità e ottenerla.

Chissà quanti studenti avranno lavorato su questo tema, sarebbe interessante conoscere il loro pensiero su un tema che ha a che fare con l’idea di società che si ha in mente.