NUCLEARE

Il WWF sta con Di Pietro

13 Luglio Lug 2010 2234 13 luglio 2010

I vertici dell'associazione firmano per la consultazione promossa da Italia dei Valori

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I vertici dell'associazione firmano per la consultazione promossa da Italia dei Valori

Una delegazione del WWF Italia, guidata dal Presidente Stefano Leoni, e dal Presidente onorario Fulco Pratesi, si è recata in via del Corso, a Roma, per firmare formalmente il referendum sul nucleare promosso da Italia dei Valori. Della delegazione facevano parte, oltre la Presidenza, anche i vertici del WWF Italia composti dalla Direzione Generale e i responsabili dei vari uffici e ambiti tematici.

Il WWF, nel sottolineare l’assoluta apartiticità dell’Associazione, ha ribadito l’appoggio all’iniziativa referendaria contro il nucleare promosso dall’Italia dei Valori, invitando i propri iscritti a firmare il referendum perché costituisce un responsabile tentativo di cancellare norme che, con la reintroduzione del nucleare, ripropongono in Italia una visione sbagliata e vecchia dello sviluppo, rischiando di rendere difficile o di ritardare l’individuazione di un ruolo per il nostro Paese nell’economia della sostenibilità. Il WWF ritiene che, prima che le nuove norme approvate lo scorso anno producano ulteriori effetti, sia indispensabile ridare voce ai cittadini, nella stragrande maggioranza tuttora contrari alla scelta nucleare.

Tale opzione è ancor più sbagliata oggi, laddove occorre attrezzarsi per un’alternativa energetica ai combustibili fossili sempre più reale e urgente: per questo il WWF è tra i promotori della proposta di legge di iniziativa popolare “Sviluppo Dell’Efficienza Energetica E Delle Fonti Rinnovabili Per La Salvaguardia Del Clima”, che offre un quadro alternativo alla scelta del nucleare, ed è parte con le associazioni ambientaliste del coordinamento nazionale “Fermiamo il Nucleare”.

“La scelta del nucleare nel nostro Paese non ha alcun senso ed è dettata da mere scelte ideologiche e affaristiche. Insieme al rischio ambientale e per la salute delle popolazioni, il nucleare è fallimentare dal punto di vista economico, non dà indipendenza e sicurezza energetica - l’uranio è una risorsa che entro qualche decennio finirà - le centrali costituiscono degli obiettivi ‘sensibili’, con la conseguente militarizzazione del territorio. Nelle ultime elezioni regionali, quasi tutti i candidati (e gli eletti) alla carica a Governatore hanno dichiarato di non volere il nucleare nella propria Regione”, ha detto Fulco Pratesi, presidente onorario del WWF Italia.

“L’unica strada sostenibile in materia di energia è quella del risparmio, dall’efficienza energetica e delle fonti rinnovabili e pulite – ha sottolineato Stefano Leoni, presidente del WWF Italia - Una strada che l'Italia non ha imboccato con decisione e sulla quale non ha investito strategicamente, a differenza di quasi tutti gli altri Paesi, europei e non. La nuova politica nuclearista è di fatto una nuova e ulteriore tassa che colpirà le tasche degli italiani, e si tradurrà in un enorme spreco di denaro pubblico che farà perdere al nostro Paese il treno della nuova economia pulita. Oggi, inoltre, manca una qualsiasi programmazione che, declinando a livello nazionale la politica europea, unisca il progressivo azzeramento delle emissioni di anidride carbonica alla sicurezza energetica, una politica per cui il nucleare è inutile e marginale anche a livello europeo. L'opzione nucleare oggi, a fronte di un poderoso sviluppo tecnologico mondiale delle energie rinnovabili e dell'efficienza energetica, nasconde l'assenza di un pensiero strategico che attrezzi l'Italia per le sfide energetiche e ambientali del presente e del futuro”.

Il WWF richiama l’attenzione sul fatto che si stiano spendendo i soldi degli Italiani per convincerli a cambiare opinione, attraverso una campagna in tal senso ammantata di oggettività scientifica, senza dare spazio alle opinioni contrarie. Questo va contro ogni elementare regola di democrazia che impone la pluralità delle voci e delle posizioni, tanto più su argomenti così controversi e trattandosi di campagne finanziate coi soldi pubblici.


In allegato le 10 domande e risposte sul nucleare