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Ue: no a espulsioni in massa dei rom

2 Agosto Ago 2010 1645 02 agosto 2010

Il portavoce della commissione Cercone ha ricordato che la Francia deve rispettare la direttiva Ue

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Il portavoce della commissione Cercone ha ricordato che la Francia deve rispettare la direttiva Ue

Gli stati membri sono liberi di decidere se espellere o meno i Rom come una qualunque altra persona dal proprio territorio, ma devono rispettare la direttiva Ue sulla libera circolazione dei cittadini che prevede comunque una valutazione caso per caso. Non sono quindi possibili espulsioni di massa. E' quanto ha ricordato il portavoce della Commissione europea Michele Cercone, intervendendo a proposito della stretta annunciata dalla Francia in proposito, a cui ha fatto eco la proposta avanzata dal ministro dell'immigrazione della Svezia, che ha suggerito che potrebbe essere possibile espellere i Rom che chiedono l'elemosina.

«Tutti i cittadini europei sono liberi di circolare nell'Ue secondo quanto stabilisce la direttiva sul libero movimento, che fissa pero' anche una serie di condizioni in proposito, tra cui la capacita' di provvedere a se stessi e il non costituire una minaccia per la sicurezza del paese», ha affermato Cercone. «Le autorita' nazionali responsabili in materia devono pero' seguire una procedura di valutazione caso per caso", quindi "non esiste la possibilita' di un'espulsione di gruppo, ma questa e' personale e deve essere valutata individualmente anche nei casi di situazioni simili», ha sottolineato il portavoce.

Il «semplice fatto di essere iscritti alle liste di disoccupazione, per esempio, non e' un motivo sufficiente» per essere allontanati da un paese secondo quanto stabilisce la direttiva, ha precisato Cercone. Allo stesso tempo, un cittadino Ue puo' fare appello ai giudici del paese in questione contro la decisione di espulsione se la ritiene immotivata, e i magistrati dovranno quindi valutare se l'esplusione decisa dalle autorita' «rispetta il principio di proporzionalita'", ha concluso il portavoce, sottolineando che "tutti i cittadini hanno le stesse liberta' e gli stessi diritti».