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Le famiglie in cerca di futuro: ma le case costano troppo

20 Agosto Ago 2010 0200 20 agosto 2010

La mediazione della Casa della Carità

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La mediazione della Casa della Carità

Ben 84 su 102, l'82% del totale. Sono le famiglie rom residenti nello stanziamento autorizzato di via Triboniano a Milano che a luglio sono andate alla sede della Fondazione Casa della Carità per un colloquio sulle possibilità di "uscita assistita" dal campo, minacciato dallo sgombero comunale. «Un numero piuttosto alto, segno che vogliono trovare una soluzione per il loro futuro prossimo», spiega Fiorenzo De Molli (nella foto), coordinatore dello staff della fondazione. Ad aiutare economicamente i rom interverrà lo stesso Comune, attraverso una quota dei 13 milioni di euro messi a disposizione dal Piano Maroni (voluto dal ministro degli Interni, il provvedimento è nato nel 2009 per «mettere in sicurezza i campi nomadi autorizzati di Milano e integrare le famiglie rom»). «Stiamo parlando di 3mila euro una tantum a nucleo, più altri 5mila dilazionati, per le spese di affitto o altra natura», specifica De Molli. Potrà usufruirne «chi presenterà un progetto che l'amministrazione riterrà valido. In questo senso, noi stiamo aiutando ciascuna famiglia a preparare il proprio». Nei colloqui si discute assieme ai rom sulle varie soluzioni: «L'iscrizione nelle liste di case popolari, la ricerca di un affitto calmierato, l'eventuale acquisto con mutuo, oppure il rimpatrio assistito». Cosa preferiscono? «Ogni caso è a sé, in generale c'è diffidenza, ci dicono che a loro farebbe piacere trovare una casa ma sono spaventati dai costi», riporta De Molli. Con l'arrivo delle ruspe alle porte (dopodiché, come già accaduto, la fondazione e le altre associazioni non potranno far altro che "raccogliere i cocci", ossia ospitare chi non trova un altro alloggio), i tempi sono risicati. «L'importante è far avere i progetti per settembre».