GAZA

Parte carovana umanitaria di 500 veicoli e 20 navi

14 Settembre Set 2010 1834 14 settembre 2010

L'obiettivo è forzare l'embargo israeliano portando generi di prima necessità. I mezzi via terra partono da varie città il 18 settembre, la 'Feedom flotilla 2' entro dicembre

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L'obiettivo è forzare l'embargo israeliano portando generi di prima necessità. I mezzi via terra partono da varie città il 18 settembre, la 'Feedom flotilla 2' entro dicembre

Entro dicembre la 'Freedom Flotilla 2' salperà da diversi porti europei di Italia, Francia, Grecia e Cipro, alla volta di Gaza per forzare il blocco navale israeliano. La spedizione, che per ora può contare su otto imbarcazioni anche se l'obbiettivo è di raggiungere le 20 navi, è organizzata dalla onlus italo-palestinese Abspp.

La decisione è stata presa al termine dei lavori della European Campaign (organizzazione che riunisce 35 associazioni europee di solidarieta' alla causa palestinese) riunita ieri a Ginevra per discutere della spedizione navale. Lo ha annunciato Mohammed Hannoun, presidente dell'Abspp. Il 31 maggio scorso navi con aiuti umanitari provenienti dalla Turchia, Freedom Flotilla 1, tentarono di forzare il blocco navale israeliano su Gaza ma il risultato fu tragico, con nove civili turchi uccisi dopo l'abbordaggio dei soldati dell'esercito israeliano.

Nel frattempo, altri attivisti sono pronti a partire con 'Viva Palestina 5 a global lifeline to Gaza', un convoglio internazionale che partirà il 18 Settembre 2010 da Londra, Casablanca e Doha ocn lgi stessi scopi della Freedom Flottilla 2. Questo progetto di dimensioni considerevoli (500 veicoli) è supportato da migliaia di persone di diversi paesi, tra cui Turchia, India, Sudafrica, Australia, Nuova Zelanda e altri dell'America Latina, del Medio Oriente e dell'Europa.

Obiettivo dei 20 veicoli che partiranno dall'Italia (uno per regione) è quello di portare apparecchiature mediche, forniture scolastiche, il necessario per la ricostruzione di una moschea distrutta e di una scuola per orfani ed il materiale per l'edificazione di una struttura sanitaria per la maternità a Beit Hanoun nel nord di Gaza. In tal senso, gli organizzatori italiani chiedono a istituzioni, organizzazioni, partiti, associazioni e semplici cittadini che volessero collaborare di contattarli (via mail qui o via web a questo sito).