Energia

Ifi: «Bene il nuovo decreto sul fotovoltaico»

20 Maggio Mag 2011 1825 20 maggio 2011

Il presidente Levati: «Ma rimangono da migliorare incentivi e bonus»

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Il presidente Levati: «Ma rimangono da migliorare incentivi e bonus»

Soddisfazione per i contenuti del nuovo decreto che riconosce valore al ruolo della filiera industriale italiana ed europea nello sviluppo del settore fotovoltaico. La manifesta l’Ifi, l’associazione delle Industrie fotovoltache italiane. «Crediamo che la normativa imposti correttamente l’utilizzo della fonte solare secondo un modello di generazione e consumo distribuito come parte integrante di un sistema di fonti energetiche», ha detto il presidente Filippo Levati.

«Giusta a nostro parere – continua Levati - la direzione di limitare i grandi impianti a terra con eccezione delle aree delle amministrazioni pubbliche e la scelta di innalzare la soglia dei piccoli impianti su edificio fino ad 1 megawatt di potenza. Condividiamo allo stesso modo l'idea di assegnare premi aggiuntivi a interventi sinergici come l’ efficenza energetica oltre che a incentivi mirati come lo smaltimento delle coperture in amianto».

Molti punti restano aperti e migliorabili soprattutto dal punto di vista procedurale ma anche sostanziale, secondo l’Ifi. In particolare per quel che riguarda la cumulabilità degli incentivi per i prodotti realizzati all’interno della Comunità Europea con gli altri bonus, o la gestione del registro per i grandi impianti. Per questa ragione il Comitato IFI proseguirà «la propria azione nelle opportune sedi istituzionali»

Il Comitato IFI, che annovera fra i soci fondatori le principali aziende italiane produttrici di celle e moduli fotovoltaici, ribadisce «la necessità che la revisione del piano energetico nazionale complessivo guardi al fotovoltaico come ad uno degli elementi del mix che contribuiranno al fabbisogno di energia, in armonia con le altre fonti rinnovabili». Secondo il presidente Lovati «una gestione oculata delle limitate risorse del paese impone un controllo di costo ed una equa distribuzione delle risorse. Bisogna abbandonare logiche di pura rendita finanziaria per puntare sulla adozione di forme di energia rinnovabile che siano un vero investimento di lungo periodo».