Nucleare

Referendum, Cohn-Bendit: Italia esempio per l'Europa

8 Giugno Giu 2011 1344 08 giugno 2011

Il presidente dei Verdi all'Europarlamento in un'intervista al Corriere si augura che anche in Francia si apra il dibattito

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Il presidente dei Verdi all'Europarlamento in un'intervista al Corriere si augura che anche in Francia si apra il dibattito

Dall'Europa si guarda al referendum italiano sul nucleare, anche al di là del possibile risultato. E un osservatore attento è Daniel Cohn-Bendit il presidente del Verdi all'Europarlamento che in un'intervista al Corriere della sera alla domanda se il referendum italiano possa diventare un esempio per l'Europa risponde: «È quello che mi auguro, al di là del suo esito. Mi batto perché anche in Francia si apra sul nucleare un vero dibattito che porti poi a un referendum. Il 77% dei francesi è ormai contrario all'atomo civile, è un dato che non si può ignorare».
Secondo Cohn-Bendit lo stop deciso dalla Merkel in Germania è il segno che l'Europa intera si allontana dall'atomo. «Ma perché Angela Merkel ha deciso l'abbandono del nucleare? - si chiede - Non mi pare una donna irrazionale, ed è una fisica di formazione, solo che ha avuto il coraggio di rimettersi in discussione. Il Giappone, un Paese tecnologicamente avanzato, ci ha dimostrato che è impossibile governare la reazione nucleare. Prenderne atto è tutto fuorché irrazionale».

E sulla presunta economicità dell'energia nucleare sottolinea: «alla fine il corso reale del nucleare, delle assicurazioni, delle scorie e dello smantellamento successivo comporta un investimento gigantesco. Con gli stessi soldi si possono sviluppare energie rinnovabili che oltretutto modernizzano un Paese». Per l'europarlamentare «puntare sulle rinnovabili e sull'efficienza energetica di case e uffici, comporterebbe una grande quantità di lavoro e quindi di occupazione a favore delle piccole e medie imprese, che sono il cuore dell'economia italiana. Decentralizzare la produzione energetica grazie alle rinnovabili è una soluzione vantaggiosa, anche economicamente, per tutti. Il nucleare è una teconologia del passato».