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Prostituzione minorile maschile: un tabù

10 Novembre Nov 2011 1255 10 novembre 2011

Il tema al centro dei primi due giorni dell'assemblea mondiale di Ecpat International

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Il tema al centro dei primi due giorni dell'assemblea mondiale di Ecpat International

Il tabù della prostituzione minorile maschile e l'illustrazione del Protocollo Opzionale delle Nazioni Unite sono i temi che hanno catalizzato i primi due giorni dell'Assemblea di Ecpat International (in corso a Parigi fino all’11 novembre), come afferma Marco Scarpati, presidente di Ecpat-Italia. «È bello vedere centinaia di persone che operano quotidianamente per realizzare i nostri sogni e creare gli incubi ai pedofili e agli sfruttatori di bambini».
Si è parlato infatti dei progressi in termini di sensibilizzazione in materia di Hiv e prostituzione infantile. A destare stupore i luoghi comuni riportati da una ricerca condotta in Togo, Camerun e Gambia. Eccone alcuni: "Se un uomo è già malato e va non una bambina o ragazzina guarisce" o "il preservativo trasmette Hiv" ancora "dall'Hiv si guarisce". Molti i vuoti da riempire ed Ecpat in quelle aree ha raggiunto 133 membri di associazioni, 6.000 persone nelle scuole, 7 milioni sono stati sensibilizzati.

Tema scottante che ha calamitato l'attenzione dell'assemblea è la prostituzione maschile minorile di cui si parla molto poco. Il Brasile, il Guatemala e il Perù hanno presentato le loro emergenze e i progetti di contrasto al fenomeno. In particolare il Brasile ha portato all'attenzione di Ecpat lo scottante problema degli adolescenti trans, vittime di sfruttamento sessuale nel nord est del Paese (Fortaleza - Cearà). Gli "adolescentes travestis" sono esclusi dalla famiglia, dal mercato del lavoro, dalla scuola. La prostituzione è l'unica alternativa per vivere. Dal 2009 fino a buona parte del 2011, Ecpat Brasile è riuscita ad avvicinare 77 adolescenti.
Afferma Scarpati «per aiutare i giovani omosessuali occorre aprire le braccia e la mente, senza giudicare e senza stigmatizzare».

«Sulla prostituzione minorile maschile c'è davvero molta strada da fare, iniziando dalla stigmatizzazione delle vittime fino a giungere alle tante condanne che i minori subiscono nei tribunali di mezzo mondo quando denunciano i loro abusatori». È il commento di Marco Scarpati, presente all'assemblea mondiale.

La giornata di ieri si è conclusa con la presentazione del nuovo Protocollo Opzionale delle Nazioni Unite e l’intervento di Marta Santos Pais rappresentante Speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite.
Doek, del comitato per la Crc (Convenzione dei diritti dei Bambini) delle Nazioni Unite, ha scelto il meeting di Ecpat per presentare il nuovo protocollo sulle Procedure di Comunicazione di Violazione dei Diritti dei Bambini. Il terzo, dopo quello sul coinvolgimento dei bambini nei conflitti e il protocollo sulla vendita dei minori, prostituzione e pornografia.
Il nuovo documento è il risultato di una risoluzione del 2009 che istituiva un gruppo di lavoro per la creazione di un terzo protocollo della Crc riguardante le procedure di comunicazione dei casi di violazione dei diritti al Comitato Onu.

A seguito dell'intervento di Doek, ha parlato Marta Santos Pais che ha affermato come ci sia bisogno di prevedere in tutti i Paesi centri di ascolto specifici per le vittime di sfruttamento sessuale che rispondano ai bisogni dei bambini e la necessità di avere legislazioni più chiare che inquadrino meglio il problema.