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BCC e Banca Etica al Btp day

25 Novembre Nov 2011 1718 25 novembre 2011

Entrambi aderiscono all'iniziativa lanciata da Abi

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Entrambi aderiscono all'iniziativa lanciata da Abi

Federcasse, la Federazione Italiana delle Banche di Credito Cooperativo e Casse Rurali, e Banca Etic hanno aderito alla proposta - lanciata nei giorni scorsi dal Corriere della Sera e rilanciata anche dall’Abi - di incentivare la sottoscrizione dei titoli di stato, da parte dei cittadini italiani, nella giornata di oggi (Btp Day).

FEDERCASSE

Il Comitato Esecutivo di Federcasse, in particolare, ha ribadito la assoluta necessità di contribuire, nella difficile situazione economica che il Paese sta attraversando, all’attivazione di ogni iniziativa utile a favorire il rifinanziamento del debito pubblico.

Federcasse ha pertanto rivolto alle 15 Federazioni Locali (alle quali aderiscono le 414 Banche di Credito Cooperativo e Casse Rurali) l’invito ad aderire al Btp Day informando le rispettive associate ed attivando tutte le possibili forme di comunicazione alla clientela.

Tra le indicazioni espresse, quella di non prevedere l’applicazione, nella giornata del 28 novembre, delle commissioni di negoziazione per l’acquisto dei Titoli di Stato italiani sul mercato secondario; nonché delle commissioni di sottoscrizione (DM 12 febbraio 2004) nell’asta dei Bot annuali del prossimo 12 dicembre.

“Il Credito Cooperativo italiano vuole fare, anche in questo caso, convintamente, la propria parte in una situazione difficile” ha detto il Presidente di Federcasse Alessandro Azzi, ricordando come le BCC, dallo scoppio della crisi, siano state in prima linea nel sostenere famiglie ed imprese e più in generale l’economia reale svolgendo la propria, tradizionale, funzione “anticiclica”. Al 30 giugno scorso, i dati di sistema indicavano un livello degli impieghi alla clientela di 137,8 miliardi di euro, con un aumento del 5,3% a fronte 4,9% registrato dal sistema bancario nel suo complesso.

BANCA ETICA

Anche Banca Etica aderisce all'iniziativa dell'ABI, «che ha proposto a tutte le banche di rinunciare alle commissioni sull'acquisto di titoli di Stato: il 28 novembre per l'acquisto di titoli italiani sul mercato secondario e il 12 dicembre per i Bot a un anno che saranno messi all'asta dal Tesoro».

L'iniziativa di Abi sta suscitando attivismo e partecipazione, soprattutto da parte del mondo finanziario, la proposta di un cittadino italiano di acquistare BTP italiani come assunzione di responsabilità rispetto alla situazione finanziaria del nostro paese e finalizzata a rafforzare la quantità dei titoli di stato italiani detenuti dalle famiglie. Tale quantità oggi è ferma al 13% dell'intero debito pubblico italiano e vale la pena ricordare che fino a pochi anni fa la percentuale sfiorava il 100%. Anche i cittadini possono liberamente aderire all'iniziativa sulla base delle proprie convinzioni e del proprio profilo di rischio, che Banca Etica valuta sulla base delle normative MIFID.

«Vediamo in queste due iniziative quei caratteri di impegno e di responsabilità che da sempre caratterizzano il movimento che chiede una finanza eticamente orientata», prosegue il comunicato di Banca Etica. «Come spesso accade però non vogliamo aderire acriticamente, ma vogliamo farlo portando un nostro contributo, una riflessione culturale su cosa significhi BTP day per la finanza etica. In questo momento di oggettiva difficoltà per lo Stato Italiano tutti dobbiamo attivarci e dare un contributo. Non è nello stile dei movimenti che sostengono Banca Etica tifare per il “tanto peggio, tanto meglio”. Il fallimento di buona parte di una nazione sarebbe l'ennesimo duro colpo soprattutto per la parte più fragile dei nostri concittadini, giovani, precari, diversamente abili, famiglie che già stanno pagando un prezzo altissimo per la crisi attualmente in corso. Il fallimento dell'Italia, in mancanza di alternative concretamente praticabili, non è un'opzione possibile».

Crediamo che i cittadini responsabili che sceglieranno di sostenere il proprio paese con un investimento in titoli di Stato Italiani, abbiano il diritto al pari delle Istituzioni Internazionali, Fondo Monetario Internazionale o Banca Centrale Europea, di esercitare il ruolo di “creditori” e di porre quelle condizioni che riteniamo fondamentali per superare l'attuale crisi e virare con decisione verso un modello di sviluppo equo e sostenibile.

Regolamentazione dei mercati, istituzione di una tassa sulle transazioni finanziarie, riduzione della spesa militare per dare fondi alle iniziative di cooperazione internazionale, ripristino dei fondi a sostegno delle famiglie e dei diversamente abili, sostegno alle politiche di inclusione sociale e di cooperazione nazionale, messa in sicurezza dei territori e politiche ambientali orientate alla sostenibilità. Sono le scelte che da sempre la Finanza Etica porta avanti nella pratica quotidiana, e che oggi ci sentiamo di ribadire con forza esercitando quella responsabilità e quell'impegno che hanno permesso la nascita e lo sviluppo dell'economia civile e solidale nel nostro paese.