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Al Festival violinista rom, dalla metropolitana all'Ariston

17 Febbraio Feb 2012 1221 17 febbraio 2012

Eugenio Finardi sarà accompagnato da tre musicisti rom

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Eugenio Finardi sarà accompagnato da tre musicisti rom

Questa sera sul palco dell'Ariston, insieme a Eugenio Finardi saliranno anche Eduard, Ciprian e Luigi. Sono tre giovanissimi musicisti rom, che hanno iniziato a suonare nella metropolitana milanese. Suonano il violino e il violoncello (insieme a loro anche la figlia dodicenne dello stesso Finardi) e accompagneranno Finardi nella sua “E tu lo chiami Dio".

«Sono tre dei ragazzi che hanno partecipato al progetto "Sulla strada della musica" nato nel novembre 2010 dalla collaborazione tra il Conservatorio di Musica "G. Verdi" di Milano e la Casa della carità», spiega Casa della carità sul proprio sito, dando l'annuncio della notizia.

«I ragazzi sono un po' agitati, si fa fatica a tenerli fermi» ha raccontato Pietro Boscacci, maestro di violino del Conservatorio che ha seguito i ragazzi fin dall'inizio del progetto e che salirà anche lui sul palco come membro del "Piccolo Ensemble Futuro". «È tre giorni che proviamo per avere la giusta coordinazionae - spiega - ma le difficoltà maggiori le abbiamo avute con i documenti che dovevano essere tutti perfettamente in regola. Ora però è tutto a posto e anche i ragazzi rom, che non conoscevano molto bene la fama del Festival, si sono accorti che parteciperanno a qualcosa di importante».

L'idea di coinvolgerli è venuta dallo stesso Finardi, dopo aver scoperto il progetto e aver assistito al concerto dello scorso novembre: «Si è accorto della bravura di questi violinisti e ha deciso di sostenerci con questo invito - conclude Pietro - penso sia un segnale forte e non solo dal punto di vista artistico».

Eduard, uno dei tre ragazzi, Vita l'aveva già incontrato nel gennaio 2010, all'indomani della sua esibizione in Duomo, per l'arcivescovo Tettamanzi. «È come Pavarotti» ci aveva detto il suo maestro: «ha un orecchio straordinario, suona in maniera divina, ma le note non le sa leggere». Leggi qui la sua storia.