Credito cooperativo

Le Bcc alla prova dello sviluppo sostenibile

18 Giugno Giu 2012 1144 18 giugno 2012

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Si è conclusa a Trento la terza Conferenza internazionale sul Credito Cooperativo e lo Sviluppo Sostenibile, incontro organizzato dall’Istituto Euricse in collaborazione con Federcasse e EACB (European Association of Co-operative Banks), che ha ospitato il dibattito tra rappresentanti di banche nazionali e direttori di numerose filiali del Credito Cooperativo, oltre che studiosi di rilievo internazionale.

La conferenza si è aperta giovedì 14 giugno con un’interessante sessione che ha eccezionalmente messo a confronto i rappresentanti di 4 banche centrali europee sui temi del presente e del futuro del credito Cooperativo, per il quale manca una legislazione specifica sul piano europeo. Italia, Olanda, Germania e Austria i Paesi rappresentati, tutti contraddistinti da una presenza rilevante della cooperazione nel sistema creditizio: Giorgio Gobbi per Banca d’Italia, Frank Puderbach per il Bundesanstalt für Finanzdienstleistungsaufsicht (BaFin), Philip Reading per l’Oesterreichische Nationalbank, Frans van Helden per la Nederlandsche Bank N.V. e Hervé Guider per la European Association Cooperative Banks (EACB) hanno fatto il punto dello stato del sistema BCC nel contesto della crisi e delle economie nazionali, rilevando in maniera quasi unanime la buona tenuta del settore rispetto alle altre banche.

Nonostante ciò il futuro prossimo non è di facile previsione per il mondo creditizio cooperativo. In generale, le BCC sono molte legate al loro territorio, il che rende i loro investimenti potenzialmente poco efficaci quando si allontano da esso e, di converso, particolarmente efficienti nel potenziarne lo sviluppo quando vi restano legate.

Più operativa e calata nella realtà delle piccole reti creditizie cooperative l’ultima sessione della conferenza, dal titolo “Il nuovo ruolo delle banche cooperative nello sviluppo locale”. Un momento in cui alcuni direttori di filiali BCC italiane, greche e austriache hanno parlato nel dettaglio della loro esperienza nel sostegno diretto allo sviluppo del loro territorio, sia in termini di supporto alle dinamiche economiche esistenti, sia in termini di investimento nell’innovazione delle stesse. E’ infatti emerso che in molti casi la banca di credito cooperativo affianca (o addirittura sostituisce) le Amministrazioni nel ruolo di pianificazione strategica a medio-lungo termine dello sviluppo economico locale, attraverso l’investimento nelle imprese, nei progetti di riqualifica industriale, nel supporto alle eccellenze locali. Inoltre l’intervento BCC sul territorio si distingue anche per la creazione e la messa a punto di strumenti e servizi nuovi, creati per le esigenze locali specifiche, ma potenzialmente esportabili.

Più difficile infine, ma necessario, il coinvolgimento dei giovani imprenditori. Secondo alcuni dei relatori la strada per supportare anche questa fascia passa da una maggiore attenzione alla concessione del credito e dei premi per le idee imprenditoriali più originali.

Nel lungo periodo il progetto intorno a cui si sviluppa la conferenza è di creare una rete di studiosi della finanza cooperativa, cosicché si possano avere gli strumenti per dare un giudizio sul settore che non sia puramente ideologico, analizzando gli effettivi risultati ottenuti dalle BCC.

A partire dalla prima conferenza di due anni fa il gruppo ha prodotto il libro, in uscita per Routledge, “Financial Cooperatives and Local Development”. Il testo non raccoglie gli atti dell’evento ma propone le ultime ricerche dei partecipanti, congiuntamente ad altri contributi.