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10 big per una nuova economia

24 Ottobre Ott 2012 1351 24 ottobre 2012

Esordio in libreria per il primo volume della collana VITA, realizzata in collaborazione con Feltrinelli. Volumi agili, spunti di pensiero destinati ai "costruttori di società e di bene comune". Primo titolo: "Del cooperare"

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Cover Feltrinelli
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Esordio in libreria per il primo volume della collana VITA, realizzata in collaborazione con Feltrinelli. Volumi agili, spunti di pensiero destinati ai "costruttori di società e di bene comune". Primo titolo: "Del cooperare"

Giulio Sapelli, Luca De Biase, Adone Brandalise, Mauro Magatti, Pierangelo Dacrema, Pietro Barcellona, Giorgio Agamben, Silvano Petrosino, Stefano Zamagni, Leonardo Becchetti e un inedito di Elinor Ostrom. Una formazione di pensatori top riuniti in poco meno di 200 densissime pagine. Sta tutta rachiuso nella forza di questi nomi il valore di "Del cooperare. Manifesto per una nuova economia" (192 pp., 10 euro), il primo volume della nuova collana di libri VITA che sbarca oggi nelle librerie.

Uno scavo, più che mai attuale, nelle zone d'ombra dell'economia contemporanea, e una proposta aperta (un Manifsto, appunto), che mette le basi per una nuova e rivoluzionaria economia del cooperare. Un volume che spiega perfettamente lo scopo di questa collana, realizzata in partnership con Feltrinelli: dare strumenti di pensiero (e di azione) ai “costruttori di bene comune”. Volumetti densi ma agili, che vanno ad approfondirei temi d’avanguardia della contemporaneità e propongono ipotesi - praticabili - di futuro. Da un’intervista -dialogo con il cardinale Angelo Scola alle riflessioni di Ivan Ilic sul tema dell’educazione-istruzione, lo spazio d’intervento che, mese dopo mese, la collana va a coprire è ampio. «È sicuramente un'avventura», spiega Giancarlo Foglia, direttore editoriale di Feltrinelli, «ma non c'è niente di avventuroso: sappiamo qual è il mondo cui Vita si rivolge, e sappiamo quanta forza di iniziativa, di coinvolgimento e di attenzione alle idee intorno a Vita è possibile movimentare. Quello della collana è stato l'innesco che mancava, è stata l'occasione per concretizzare un rapporto e una collaborazione con un mondo che è diverso ma complementare al nostro».

Dottor Foglia, chi è il lettore? Che spazi ci sono per strumenti di questo tipo?
«Di sicuro è una proposta editoriale coraggiosa, di questi tempi. L'idea editoriale è molto forte, e le idee forti sono quelle di cui oggi c'è più bisogno, proprio perché la tendenza generale degli editori è invece quella di rifugiarsi in idee facili, in ambiti protetti sicuri. Certo, non sono libri per un consumo popolare, ma mi piacerebbe che la collana non venisse percepita come "lettura impegnata". Impegnativa sì, ma non impegnata nel senso di astratta».


Eppure quello del "bene comune" dovrebbe essere un tema popolare per eccellenza. È un tema che, etimologicamente, ci riguarda tutti…
«È vero. Ma è ancora, paradossalmente, un tema emergente: ora però che la situazione economico-sociale ci costringe a mettere in discussione i paradigmi culturali dominanti, o quanto meno a sottoporli a una critica profonda, questi temi non possono che conoscere una grande fortuna. Diventano di per sé popolari, e con questa collana ci poniamo all'avanguardia di questo cambiamento. Vogliamo provare a far fare a questi temi un passo avanti a livello di consapevolezza diffusa».


La collana vuole dare strumenti di pensiero; il Terzo settore italiano pecca spesso sul fronte opposto quello del "fare". Come si conciliano questi due aspetti?
«La propensione al “fare" del Terzo settore è la sua forza, e va preservata. Avviare una collana di libri come questa significa molto umilmente mettere olio tra gli ingranaggi di questo meccanismo, perché proceda ancora più spedito. Libri per aumentare la forza del fare».


Vita è "impresa giornalistica". Come si concilia, in una partnership di questo tipo, il know-how dei giornalisti, con quello di un editore di libri?
«I giornalisti lavorano per l'indomani, al massimo per il mese prossimo. Chi fa libri lavora su un orizzonte di durata completamente diverso. Noi ci siamo messi in questa prospettiva: il valore aggiunto che Feltrinelli porta è la capacità di consolidare in un prodotto durevole, un libro, le idee e gli stimoli che nella redazione di un giornale circolano in modo vorticoso. Far sedimentare queste idee in modo diverso, ma gli impulsi, le istanze, stanno in quel flusso continuo che anima la redazione di un giornale».


Un nome che vorrebbe vedere in questa collana?
«Mi piacerebbe leggere le riflessioni sui beni comuni e sulle nuove forme di socialità che potrebbe proporre un autore come Stefano Rodotà».

IN LIBRERIA
AA.VV., Del cooperare. Manifesto per una nuova economia (192 pp., 10 euro). Dal 24 ottobre in libreria