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Sesso e disabilità, il film

31 Ottobre Ott 2012 1854 31 ottobre 2012

Proiettato ieri in anteprima a Bologna un lavoro che racconta il rapporto con l'amore e il sesso di 37 persone con disabilità

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Proiettato ieri in anteprima a Bologna un lavoro che racconta il rapporto con l'amore e il sesso di 37 persone con disabilità

L’Auditorium Biagi, a Bologna, era pieno. Al Festival Gender Bendere 2012 veniva proiettato in anteprima il documentario “Sesso, amore e disabilità”, un lungometraggio sulla vita sessuale ed affettiva delle persone con disabilità fisiche e sensoriali. Erano presenti anche molte delle persone intervistate in questi due anni e mezzo. Trentasette interviste, cinquanta ore di girato, 9mila km percorsi per realizzare un progetto nato da Adriano Silanus e Priscilla Berardi, con l’appoggio del Centro Documentazione Handicap e della Biblioteca Vivente.

«In sala c’erano tante persone con disabilità o loro famigliari, ma la cosa più bella è stata la presenza di tante persone che hanno incontrato questo tema per la prima volta, attraverso il nostro lavoro e volevano approfondire l'argomento», racconta Silanus. La vita sessuale ed affettiva delle persone con disabilità è un tema messo sotto silenzio, circondato di veti, imbarazzo, equivoci, ignoranza e pregiudizi. Sporadicamente il tema fa notizia, facendo leva sulla curiosità un po’ pruriginosa e un po’ etnografica. Ma la comprensione dell’argomento è ancora lontana. «Quanto lontana non lo so», replica Silanus. «Noi abbiamo cercato di fare un lavoro semplice, non con un approccio non medico o psicologico, in modo da renderlo accessibile a tutti. Semplice ma densissimo dal punto di vista emotivo: abbiamo fatto per ciascuno un’intervista di un’ora, e alla fine nel montato ho messo 5/6 minuti».

L’elemento trasversale e ricorrente, nelle interviste, è la voglia di raccontarsi, anche su un tema così intimo, personale e delicato come la sessualità. «Siamo degli sconosciuti, l’avesse fatto Piero Angela me lo sarei aspettato, ma noi… Invece ho trovato una grandissima voglia di far uscire un pezzo di vita che viene sistematicamente ignorato. Quello che tutti ma proprio tutti lamentano è il fatto che quando una coppia in cui c’è una persona con disabilità gira a passeggio con il partner, nessuno pensa che quello sia il partner: per tutti è la bandate o al massimo un amico. C’è invece una gran voglia di dire “io sono dentro una relazione” e di fare emergere il fatto che l’amore per le persone con disabilità sia una cosa possibile». Silanus racconta di Max, distrofico, che si definisce «un quadro di Picasso» e ha una moglie bellissima, che nessuno mai pensa come sua moglie, innamorata di uno come lui. O di Katia, una ragazza sorda, che lamenta l’«audismo» delle persone udenti, che per comunicare vogliono sempre solo sentire, anche quando a parlare sono persone sorde, e non accettano di fare quel piccolo sforzo che sarebbe necessario per socializzare e unire i due mondi. Ma anche di Domenico e Roberta (nella foto), lui in carrozzina, lei fisioterapista, dei loro giri nei centri di PMA e delle loro difficoltà per avere un figlio: oggi però lui c’è e ha due anni.


«Abbiamo cercato di mettere in evidenza le discriminazioni, perché la sessualità non è un diritto riconosciuto, anzi è ancora qualcosa che dà fastidio. Non vogliamo far diventare tutto e tutti normali. Il nostro desiderio è quello di far accettare le differenze, quello che deve diventare comune è la diversità», dice Silanus. Il dvd del documentario arriverà a fine mese, in italiano, italiano per sordi, inglese, tedesco, francese e spagnolo. Qui il trailer del film.