Stati Uniti

Boom dell’impresa sociale negli USA

13 Novembre Nov 2012 1600 13 novembre 2012

Appena uscito, il Great Social Enterprise Census, primo censimento sull’imprenditoria sociale negli Stati Uniti, rileva come la social enterprise stia traghettando il terzo settore attraverso la crisi

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Social Enterprise
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Appena uscito, il Great Social Enterprise Census, primo censimento sull’imprenditoria sociale negli Stati Uniti, rileva come la social enterprise stia traghettando il terzo settore attraverso la crisi

Gli Stati Uniti non vogliono rimanere indietro e si affrettano a rincorrere i cugini Britannici, su un campo in cui questi ultimi non sono secondi a nessuno: l'impresa sociale. Lo dichiara apertamente, l’introduzione al Great Social Enterprise Census, il primo censimento ufficiale, che ha l’obiettivo di fotografare lo stato dell’arte dell’imprenditoria sociale statunitense. Un modello di business, quello sociale che continua a crescere, nonostante il periodo economico drammatico, dimostrandosi così efficace non solo da resistere ai rovesci della crisi, ma di tracciare addirittura un nuovo modello economico di riferimento.

Nonostante sia ancora prematuro ricavare dei dati precisi, Ben Thronley, direttore dell’agenzia di consulenza Insight, promotrice del Great Social Enterprise Census, ha affermato sull’ Huffington Post, in base alle prime informazioni raccolte dal sondaggio, che l’imprenditoria sociale americana impiega su scala nazionale oltre 10 milioni di persone, con un giro d’affari di circa 500 miliardi di dollari, arrivando a rappresentare addirittura il 3,5% del PIL nazionale .

Dai primi dati raccolti dal censimento, emerge chiaramente che, in media, le imprese sociali americane sono di piccole dimensioni : circa il 40% ha meno di 5 dipendenti e solo l’8% ne ha più di 100. Il 90% di esse è focalizzato su tematiche relative alla risoluzione di problemi che hanno un impatto su scala nazionale.

Un vero e proprio boom quello delle social enterprise negli Stati Uniti, esploso proprio negli anni più bui della crisi economica. Mentre il 60% delle imprese sociali infatti sono state create dopo il 2006, il 29% di esse sono state fondate dal 2011 in poi.

“Uno strumento fondamentale”, così Thronley definisce l’iniziativa di censimento, sull’Huffington Post. Secondo Thronley infatti, l’importanza dei dati che stanno emergendo non può essere sottostimata. “I consumatori hanno bisogno di sapere come sostenere le imprese sociali attraverso i propri acquisti. Gli investitori devono capire che tipo di capitale può contribuire alla scalabilità di questo modello di business e i policy maker devono avere chiaro cosa fare per permettere alle aziende private di servire il bene pubblico.”