Azzardo

Anche Milano aderisce al Manifesto No Slot

9 Gennaio Gen 2013 1726 09 gennaio 2013

Maria Grazia Guida, vice sindaco e Assessore all'Educazione e all'Istruzione del Comune meneghino ha firmato la petizione

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Maria Grazia Guida, vice sindaco e Assessore all'Educazione e all'Istruzione del Comune meneghino ha firmato la petizione

«Ritengo di primaria importanza avviare interventi a carattere preventivo, educativo e informativo, soprattutto nei confronti delle categorie più fragili e a rischio, in particolare i giovani e gli adolescenti», così Maria Grazia Guida ha commentato la scelta di aderire, come Comune di Milano, al Manifesto No Slot lanciato da Vita e Casa del Giovane di Pavia.

«Non è un tema per me nuovo», sottolinea Guida, «nella mia storia di lavoro nel sociale durata tanti anni, a partire dalle fragilità estreme, nelle associazioni del non profit milanese, non ultima la Fondazione Casa della Carità, negli ultimi anni si evidenziava questa nuova criticità. Una storia di nuove povertà drammatiche che nascevano e nascono da un abuso e dipendenza proprio da gioco di azzardo».

«Come associazioni abbiamo avvicinato e trattato tantissimi giovani con questo tipo di patologia», continua il vice sindaco, «Ragazzi che mettevano a rischio i rapporti familiari e portano addirittura a devianze gravi e alla delinquenza».

Il governo però ha sempre più aperto ai nuovi giochi. E Maria Grazia Guida lo sottolinea, «Il sostegno statale a questo mondo e l'omissione di coscienza del governo centrale è stata veramente deludente».

«Tocca quindi ai territori combattere questa battaglia. Ecco perchè ho firmato», sottolinea il vice sindaco che aggiunge, «devo dire che nella mia esperienza amministrativa ho verificato che molto può fare la scuola per favorire nuovi percorsi culturali e nuovi modelli educativi che partano dalla consapevolezza, per i nostri ragazzi, che è molto più importante lavorare nella costruzione della loro autonomia e non nel possesso di beni ed oggetti. Molti giocano con l'obbiettivo di assicurarsi quel qualcosa in più che gli consenta il cellulare più bello o qualche serata in discoteca.. Un fenomeno che va a deteriorare la coscienza sociale dei nostri ragazzi»

Scuola e famiglia sono i baluardi. Ma il Comune cosa pensa di fare? Guida non ha dubbi: «Noi governi locali possiamo lavorare molto sulla prevenzione, favorendo i processi di sostegno al trattamento delle situazioni più gravi. Dobbiamo poi prestare più attenzione normativa alla dislocazione delle cosiddette slot machine nelle città, tenendole lontane dai perimetri frequentati dai giovani, e intensificare sulle stesse controlli che ne verifichino la regolarità. molte di queste macchine infatti sono illegali».