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Invalidità, l'Inps fa retromarcia

14 Gennaio Gen 2013 1233 14 gennaio 2013

Contrordine dall'Inps: «si continuerà a far riferimento al solo reddito personale dell'invalido»

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Antonio Mastrapasqua
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Contrordine dall'Inps: «si continuerà a far riferimento al solo reddito personale dell'invalido»

Il ministro Fornero aveva alzato la voce. Troppo grossa la circolare con cui l'Inps decideva che per decidere il diritto all'assegno di invalidità per gli invalidi al 100% il reddito da considerare era quello di entrambi i coniugi (per tutti gli altri no). Così l'Inps ha rititato la circolare 149 del 28 dicembre.

Sul sito dell'Inps è stato pubblicato oggi un messaggio a forma del direttore generale dell'INPS Mario Nori, il numero 717, che dice così:

«In attesa della preannunziata nota ministeriale a chiarimento della complessa materia dei limiti reddituali delle pensioni di inabilità civile ed in considerazione di una interpretazione costituzionalmente orientata degli artt. 12 e 13 della legge n. 118/1971, si ritiene di non modificare l’orientamento amministrativo assunto a suo tempo dal Ministero dell’Interno (circ. Ministero dell’Interno n. 5 del 20.6.1980) e successivamente confermato nel tempo da questo Istituto all’atto del subentro nella funzione di erogazione delle provvidenze economiche per le minorazioni civili. Pertanto, sia nella liquidazione dell’assegno ordinario mensile di invalidità civile parziale, sia per la pensione di inabilità civile si continuerà a far riferimento al reddito personale dell’invalido».

«Si tratta di una ulteriore importante vittoria, per la nostra Associazione come per l’intero mondo dell’associazionismo dei disabili – sottolinea il Presidente ANMIC Giovanni Pagano - che si aggiunge al recente rinvio al Ministro della salute delle tabelle per la valutazione delle percentuali di invalidità civile che possiamo completamente ascrivere al merito delle politiche sociali portate avanti dalla ANMIC».

La FISH, che per prima ha alzato la voce contro quella misura, esprime perplessa soddisfazione, perché rimangono aperti numerosi interrogativi sull’immediato passato e sull’imminente futuro: «Chi nel Governo ha autorizzato INPS a questa pesante restrizione? Se fosse stato il Ministero del Lavoro, la odierna indicazione di Elsa Fornero sarebbe inspiegabile. Negli ultimi anni il reale referente di INPS è stato il Ministero dell’Economia che si attendeva, ad esempio, da INPS brillanti risultati nella lotta ai falsi invalidi. Non sarà stato così anche in questo caso?», si chiede Pietro Barbieri, presidente Fish.

Il timore è che la questione si risolverà in un confronto condiviso fra INPS e Ministeri e che, per superare le disparità di trattamento fra invalidi coniugati e non, si ricorra all’applicazione di un indicatore reddituale familiare per tutti, ancora più devastante per l’impoverimento delle famiglie italiane. «L’unica soluzione è un intervento deciso delle Camere che bonifichi l’altalenante prassi amministrativa di questi ultimi anni, sempre più incerta e sempre più vessatoria nei confronti dei cittadini, e che ponga l’azione di INPS sotto un più attento controllo di garanzia».