adozioni

Maternità alle cocopro, l'Inps si adegua

17 Gennaio Gen 2013 1853 17 gennaio 2013

Anche le lavoratrici iscritte alla gestione separata che adottano avranno diritto a cinque mesi di maternità anziché i tre attuali. L'Inps si adegua. Ma attenzione: bisogna fare domanda di estensione della maternità

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Maternità alle cocopro, l'Inps si adegua
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Anche le lavoratrici iscritte alla gestione separata che adottano avranno diritto a cinque mesi di maternità anziché i tre attuali. L'Inps si adegua. Ma attenzione: bisogna fare domanda di estensione della maternità

Cinque mesi di congedo per maternità anche alle mamme adottive (o che avevano avuto in affidamento preadottivo un minore) iscritte alla gestione separata. Lo aveva stabilito una volta per tutte la Corte Costituzionale con la sentenza 257/2012, dello scorso novembre.
L'Inps ha rapidamente recepito la decisione con il messaggio n. 371 dell’ 8 gennaio 2013. È quindi attiva la possibilità di chiedere l’estensione del periodo di congedo di maternità, da tre a cinque mesi. Alla notizia del messaggio Inps dà visibilità la Commissione adozioni internazionali.
«Tenuto conto dell’obbligo di fruire del congedo di maternità/paternità entro cinque mesi dall’ingresso in famiglia del minore, sia in caso di adozione nazionale che nel caso di adozione internazionale», precisa l'Inps, «l’estensione del periodo di congedo disposto dalla Corte Costituzionale risulta applicabile, in presenza dei requisiti richiesti per l’erogazione dell’indennità di maternità/paternità, a tutti i rapporti non esauriti, intendendosi come tali quelle situazioni giuridiche per le quali non sia intervenuta sentenza passata in giudicato o estinzione del diritto per prescrizione.
Pertanto tutti i rapporti non ancora esauriti dovranno essere nuovamente istruiti d’ufficio alla luce della nuova disciplina e, ove riscontrati i requisiti di legge, riliquidati. Per le libere professioniste invece, gli operatori di sede dovranno contattare i richiedenti per invitarli ad integrare la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà attestante l’astensione dal lavoro anche per il periodo ulteriore riconosciuto dalla citata sentenza della Corte Costituzionale».