parola di bersani

Palazzo Chigi si aprirà al terzo settore

24 Gennaio Gen 2013 1112 24 gennaio 2013

Il candidato premier del Pd fa entrare il privato sociale nella campagna elettorale e promette di convocare al tavolo della concertazione anche i rappresentanti del non profit: "Qualcuno deve dire alla politica come davvero sta la gente".

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Il candidato premier del Pd fa entrare il privato sociale nella campagna elettorale e promette di convocare al tavolo della concertazione anche i rappresentanti del non profit: "Qualcuno deve dire alla politica come davvero sta la gente".

" Se toccherà a me essere premier, aprirò le porte della concertazione al terzo settore". E' stata questa la promessa che Pierluigi Bersani, segretario Pd e candidato a Palazzo Chigi, ha rivolto a una platea di associazioni e gruppi della società civile riunita ieri ad Albano Laziale.

Il segretario Pd ha così fatto entrare di prepotenza il sociale nella discussione politica, dopo aver incassato nelle sue liste l'adesione di molti esponenti del non profit. "Miracoli non può prometterne nessuno", ha esordito Bersani, "ma in Italia esiste una enorma questione sociale finora trascurata, che deriva dalla debolezza dello Stato sociale e da un arretramento delle condizioni economiche scaricate sui più deboli. Bisogna rimetterla al centro dell'attenzione".

Bersani è sceso ancora di più nei dettagli e ha parlato di welfare, nel quale e per il quale secondo lui "non esiste né povero né ricco"; per cui "il pubblico, e non il mercato, deve organizzare il sistema", laddove "il pubblico deve internersi come attore di regolazione e programmazione, e mettere in moto le grandi energie che società sa esprimere, a partire proprio dal privato sociale". E parlando a una platea che di questi temi ne sa, ha proseguito sulla sussidiarietà, definendola "una gomma americana tirata da tutte le parti, diventata una vera e propria abdicazione al ruolo pubblico" che ha delegato al volontariato e alle autonomie locali.

Per favorire la partecipazione di questi soggetti alle decisioni, infine, Bersani ha lanciato la "big promise": far entrare il terzo settore nella stanza dei bottoni, riaccogliendolo (come successe, anche se poche volte, in passato) al tavolo della concertazione. "Se toccherà a me essere premier, la Sala Verde della concertazione che finora ha ospitato solo Confindustria e sindacati si aprirà ai comuni, al terzo settore e al volontariato. Si dirà al paese come veramente stanno le cose. Poi si farà come si può", ha concluso Bersani, "ma c'è bisogno che si veda, anche in televisione, che a Palazzo Chigi c'è qualcuno che dice davvero come è messa oggi la gente, non c'è solo la politica a prendere le decisioni".