SERVIZIO CIVILE

Liguria, 430mila euro per il nuovo progetto sperimentale

25 Gennaio Gen 2013 1607 25 gennaio 2013

Per il 2013 la regione avvia azioni ad hoc dedicate ad alunni nelle scuole, giovani a rischio sociale e detenuti in esecuzione penale esterna

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Per il 2013 la regione avvia azioni ad hoc dedicate ad alunni nelle scuole, giovani a rischio sociale e detenuti in esecuzione penale esterna

in attesa di tempi migliori per il Scn, Servizio civile nazionale, La Liguria si muove da sola e lo fa sempre meglio. Nonostante i tagli a livello governativo, la Regione ligure ha stanziato 430mila euro per avviare, nel 2013, un nuovo percorso sperimentale di servizio civile regionale.

Gli enti interessati hanno tempo fino al 31 gennaio per partecipare al percorso di co-progettazione. Riguardano tre assi di intervento i progetti proposti dagli enti di servizio civile: azioni rivolte ai giovani dai 16 ai 18 anni attraverso gli istituti scolastici della Liguria, percorsi rivolti ai giovani dai 16 ai 29 anni in esecuzione penale esterna e sottoposti a misure alternative, percorsi rivolti ai giovani dai 18 ai 29 anni a rischio di esclusione sociale con priorità ai non cittadini italiani in possesso di regolare permesso di soggiorno.

“Come in altri settori, si sperimenta la forma giuridica dei patti di sussidiarietà", sottolinea l’assessore regionale alle politiche sociali e giovanili Lorena Rambaudi. "Con questo nuovo metodo gli enti sono invitati a lavorare in rete, in forma collaborativa e non competitiva, tramite una manifestazione d’interesse pubblico, per presentare progetti insieme formando delle imprese temporanee di scopo”. Da quando è stato istituito, sei anni fa, il servizio civile regionale ha coinvolto più di tremila ragazzi in oltre centocinque progetti finanziati per un totale di un milione e settecentomila euro.

A margine del recente convegno sul futuro del servizio civile, organizzato dalla Regione insieme alla Conferenza ligure degli enti di servizio civile (Clesc) e all’Università di Genova, Rambaudi ha parlato di alcuni degli obiettivi del nuovo percorso. Le priorità sono: “Diffondere una cultura della sicurezza e della legalità finalizzata al benessere sociale, creare una rete territoriale di riferimento permanente e realizzare percorsi formativi, conoscitivi e culturali per promuovere un ruolo attivo dei giovani nel contesto sociale". Si tratta di percorsi finalizzati sia a una collocazione futura che per favorire una risposta non violenta alle situazioni di tensione sociale.