Welfare comunitario

"Luce è libertà" un progetto innovativo

1 Febbraio Feb 2013 1143 01 febbraio 2013

Al centro di un seminario, oggi a Roma, il progetto "Sicilia free: ricerca-azione per il superamento dell’Ospedale psichiatrico giudiziario”: viene presentata la metodologia di "Luce è Libertà" della Fondazione di Comunità di Messina

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Al centro di un seminario, oggi a Roma, il progetto "Sicilia free: ricerca-azione per il superamento dell’Ospedale psichiatrico giudiziario”: viene presentata la metodologia di "Luce è Libertà" della Fondazione di Comunità di Messina

La Fondazione di Comunità di Messina e la Kip School delle Nazioni Unite discutono di “Luce è libertà”, progetto di fuoriuscita e reinserimento degli internati degli Ospedali psichiatrici giudiziari - un risparmio del 50% sui costi e una percentuale di successo maggiore del 34% rispetto ai metodi tradizionali

Oggi al Palazzo della Fao a Roma è in programma il Seminario internazionale di studi “Welfare comunitario, processi di liberazione e sviluppo integrale dei territori”, organizzato nell’ambito del progetto “Sicilia free: ricerca-azione per il superamento dell’Ospedale psichiatrico giudiziario”

Verranno resi noti i risultati della ricerca valutativa (in allegato i dati e il programma del seminario) su “Luce è Libertà”, il progetto della Fondazione di Comunità di Messina finalizzato a sperimentare nuovi modelli di welfare comunitario nell’ambito della salute mentale e alla fuoriuscita e al progressivo reinserimento sociale di 56 internati dall’Ospedale psichiatrico giudiziario di Barcellona Pozzo di Gotto (Me).

La metodologia di “Luce è Libertà” è centrata sull’idea di assegnare a ciascun beneficiario un budget una tantum, chiamato “capitale personale di capacitazione”. Ciascun “capitale personale di capacitazione” è economicamente equivalente al costo di ricovero di una persona in una Comunità Terapeutica Assistita per un anno. In parallelo e in modo interdipendente saranno gestiti progetti personalizzati di inclusione.
Il metodo sperimentato ha dato risultati eccellenti a costi di gran lunga inferiori
rispetto a quelli dei modelli tradizionali di welfare assistenziali e istituzionalizzanti. Su sei anni, infatti, permette di risparmiare, rispetto ai modelli tradizionali di welfare centrati sui pagamenti delle rette alle comunità terapeutiche, oltre il 50% di risorse pubbliche.

Il progetto della Fondazione di Comunità di Messina sta suscitando interesse su scala nazionale e internazionale. Le teorie e le pratiche socio-economiche che stanno alla base del progetto vengono considerate un paradigma innovativo ed estremamente evoluto di welfare comunitario, da utilizzare per programmare piani di infrastrutturazione sociale e di lotta strutturale alla povertà e all’esclusione.
Il seminario, inoltre, dà il via alla collaborazione fra la Fondazione di Comunità di Messina e la Kip International School, la scuola internazionale di sviluppo umano di Onu e Ocse.
La Kip School ha riconosciuto la Fondazione quale esperienza matura di sviluppo territoriale integrato e quale luogo di ricerca e produzione di nuovi strumenti di conoscenza e d’azione. Per questa ragione la scuola internazionale ha chiesto alla Fondazione di Comunità di Messina di fare parte della propria rete internazionale di strutture di ricerca e formazione.

Intervengono: Gaetano Silvestri (Giudice della Corte Costituzionale), Luciano Carrino (vice-Presidente dell’OCSE - gruppo povertà - e Presidente della Kip International School), Luigi Martignetti (Segretario Generale della Rete Europea REVES), Angelo Righetti (Presidente del Comitato Scientifico della Fondazione e rappresentante dell’OMS nella Kip International School), Franco Rotelli (Presidente della Conferenza Mondiale per la Salute Mentale), Stefano Zamagni (Economista, Università di Bologna)