Senza filtro

I politici italiani? Non sanno neppure lavorarsi gli immigrati

4 Febbraio Feb 2013 1344 04 febbraio 2013

L'editoriale di Yalla Italia a cura di Andrea Boutros

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L'editoriale di Yalla Italia a cura di Andrea Boutros

Fra una Sinistra che sta facendo di tutto per perdere le elezioni, e una Destra che ormai, c’ha fatto perdere la memoria (a me piace dire che ci stanno sparaflashando), non ci resta che tapparci il naso fino al giorno delle elezioni, e arrivare bendati alle urne.

Qui su Yalla si parla spessissimo di “Immigrazione”, “Diritti”, e “Cittadinanza”, ma permettetemi, in tempo di campagna elettorale, di essere un po’ più cattivo.

Ora, avendo vissuto in prima persona il lungo e doloroso iter del conseguimento della Cittadinanza Italiana (più una Via Crucis che altro), non posso non ribadire che chi nasce, vive e studia in Italia è italiano a tutti gli effetti, per il semplice fatto che il paese da cui provengono i genitori, è un posto dove non conosce nessuno (forse escludendo i parenti), dove non ha studiato, e dove non ha mai vissuto. Più naturale di così!

Detto questo, con tutti i problemi che si riversano sull’Italia come una pioggia di meteoriti, io starei molto cauto nel “promettere” lo Ius Soli come uno dei provvedimenti primari della prossima legislatura.
Purtroppo c’è chi pensa di raccimolare qualche voto in più basando la propria campagna elettorale su questioni, certamente importanti, ma tutt’altro che prioritarie! Dammi prima un progetto valido per rilanciare il Paese ed evitare il baratro, e POI vedremo “matrimoni gay”, “Cittadinanze” e tutte queste bellissime idee, che ora come ora, rischiano soltanto di dividere un Parlamento, che già da solo si prospetta confuso, accanito e ultradiviso: non siam mica qua a pescare le acciughe in mezzo ai salmoni!

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