Regionali 2013

E se votassero 15mila homeless?

11 Febbraio Feb 2013 1156 11 febbraio 2013

Per la prima volta due candidati alle elezioni regionali in Lombaria a tu per tu con il mondo dei senza tetto

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Clochard5
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Per la prima volta due candidati alle elezioni regionali in Lombaria a tu per tu con il mondo dei senza tetto

Secondo la ricerca conclusa nel 2012 da ministero del Welfare, Istat, Caritas Italiana e Fio.Psd (la prima in Italia sull’argomento), in Lombardia vivono tra 15 e 18 mila persone senza dimora, un terzo della popolazione homeless del nostro paese che conta circa 55 mila persone.

La condizione di esclusione sociale che le contraddistingue ne fa spesso e loro malgrado anche dei “fantasmi civili”: cancellati dalle anagrafi, finiscono per non poter godere dei diritti più elementari, a cominciare da quello di voto.

Ecco perchè nell'auditorium dell'Opera San Francesco di Milano in via Kramer è stato organizzato un incontro cui hanno preso parte i candidati alle elezioni regionali Johnny Dotti (coalizione Ambrosoli) e Fiammetta Coggi (coalizione Gabriele Albertini).

Un modo per chiedere come intendano farsi carico dei diritti, dei bisogni e delle parabole di vita di questi concittadini senza dimora. Il fatto che molti di essi non votino, non è motivo sufficiente – sul piano morale e politico – per disinteressarsi delle loro sorti.

Lapidario Johnny Dotti che ci ha tenuto a sottolineare come «bisogna cominciare a pensare che la sofferenza e la fragilità non sono sfighe ma grazia. Non solo in un accezione cattolica ma anche laica. Solo in condizione di fragilità ci si unisce e ci si incontra». Il candidato col Patto Civico di Ambrosoli è poi passato su un piano politico sottolineando che «più di una lista della spesa di proposte, che pure c'è e se volete ve la illustro, c'è bisogno di nuovi paradigmi di pensiero. Per essere efficaci oggi bisogna ribaltare il rapporto tra pubblico e privato. Batsa con lo stato come padre padrone che accentra ma anche fine di un non profit tossico in crisi di astinenza da fondi pubblici».
Come fare? «L'unica via è fare rete. Le realtà che si occupano di settori sociali, in una logica di sussidiarietà nuova rispetto a quella che è sempre stata attuata qui in Lombardia, devono fare rete e creare nuovi mercati che generino econimia oltre che cura» ha detto Dotti. Per quello che riguarda la cosa pubblica, «basterebbe che cominciasse a fidarsi dei suoi figli nella società civile e diventi un buon padre che ama la libertà dei figli».

Fiammetta Coggi, intervenuto successivamente ha chiarito che «c'è l'intenzione di non abbandonare questa fetta di popolazione facendo tutto ciò che è necessario per mettere in condizione di lavorare al meglio le realtà non profit territoriali».

L'evento, “Sedicimila fantasmi in Lombardia: e se votassero?” è stato introdotto da Paolo Pezzana, presidente Fio.Psd, e da padre Maurizio Annoni, presidente di Opera San Francesco che in conlusione ha citato San Paolo, «mi permetto di citare un grande santo per richiamarmi a quello che giustamente ha detto Dotti: “quando sono debole è allora che sono forte”. La nostra speranza è che non si dimentichino più i nostri fratelli homeless».