Verso il voto

Tsunami Grillo. Travolge l’informazione

22 Febbraio Feb 2013 1937 22 febbraio 2013

Niente testate italiane sotto il palco di San Giovanni. Una mossa ad effetto, ma molto simbolica. Lo tsunami dei 5 stelle non è più solo contro la politica

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Grillo
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Niente testate italiane sotto il palco di San Giovanni. Una mossa ad effetto, ma molto simbolica. Lo tsunami dei 5 stelle non è più solo contro la politica

Piazza San Giovanni, comizio finale di Beppe Grillo. È lui il vero mattatore di questo rush finale di campagna elettorale. E Grillo, nell’accorta e rigorosa strategia che lo ha portato a risalire la china dei sondaggi, ha deciso di chiudere le porte alla stampa. Solo giornalisti di testate straniere ammessi sotto il palco, quelli italiani niente. «La stampa italiana disinforma, falsifica, è sotto padrone, difende il regime e quindi vaffanculo».

È un colpo di scena perfettamente corente con quello che sin qui è stata la sua scelta, di evitare ogni apparizione televisiva e di vietare a tutti i candidati le apparizioni nei talk show. Una scelta che nell’era ipermediatica poteva sembrar sucidi a e invece si è dimostrata a quanto pare vincente. Questo perché Grillo ha sancito una verità che nessun organo di stampa dice in quanto nessuno può ovviamente dirla: e cioè che l’informazione in Italia non è mondo a parte rispetto a quella politica che tutti, a volte l’informazione stessa, vorrebbero rottamare. L’informazione è del tutto collusa con la politica e quindi dice Grillo, deve starsene fuori dalla porta. Non è una collusione schematica, nel senso che l’informazione è schierata per una parte o per l’altra. È una collusione di carattere culturale e mentale, per cui l’informazione si concepisce in Italia in modo tutto politico.

Grillo quindi mette alla berlina quello che è nei fatti un circuito chiuso e nel suo stile tutto plebiscitario e demagogico coglie una verità che gli italiani è un dato di fatto. L’informazione è roba del palazzo. Grillo lo ha capito e se ne è tenuto alla larga, come ci si tiene alla larga da chi ti può contagiare un virus pericoloso. Facendosi nemico l’informazione, ha guadagnato consenso. E le proteste che ora piovono da Fnsi e da testate autorevoli portano solo nuova acqua al suo mulino. C’è di che riflettere.