elezioni 2013

Bottalico: partiti, è il momento della responsabilità

27 Febbraio Feb 2013 1113 27 febbraio 2013

Il presidente delle Acli invita tutti i partiti a mettere da parte gli accordi al ribasso e dice: «Oltre l'ingovernabilità, se si vuole, ci può essere l'occasione per iniziare a costruire l'Italia del futuro»

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Il presidente delle Acli invita tutti i partiti a mettere da parte gli accordi al ribasso e dice: «Oltre l'ingovernabilità, se si vuole, ci può essere l'occasione per iniziare a costruire l'Italia del futuro»

Dal voto esce un quadro preoccupante, ma emergono anche delle chiare indicazioni. È il momento della responsabilità per tutte le forze politiche, vecchie e nuove. Il Paese chiede ed ha bisogno di essere governato, tocca alla politica trovare i modi.

Un primo dato importate riguarda l'alto tasso di astensionismo: solo tre elettori su quattro si sono recati ai seggi. Alla Camera oltre undici milioni di cittadini (11.634.803) non sono andati a votare, ed a questi va aggiunto circa un milione di schede bianche o nulle. Sempre alla Camera l'astensionismo ha superato i voti riportati dalla coalizione vincente Pd-Sel (10.047.603) i cui consensi non arrivano ad un quarto del corpo elettorale e neanche ad un terzo dei voti validi. Un quarto dei votanti ha poi dato un forte mandato di rappresentanza di istanze, stili e progetti nuovi al Movimento 5 stelle, insieme all'espressione di un chiaro voto di protesta. Il blocco sociale rappresentato dalla coalizione di centro destra pur aumentando la frammentazione al proprio interno, ha dimostrato di sapersi ricompattare ed ha ottenuto un sostanziale pareggio con la coalizione di centro sinistra. La lista di Monti, pur ottenendo nel complesso un buon risultato, non risulta decisiva al Senato.


Alla luce di questi dati, che, presi singolarmente sembrerebbero prefigurare un quadro di ingovernabilità, occorre che tutte le forze politiche rappresentate nel nuovo parlamento compiano uno sforzo per assicurare un governo al Paese ed una normale dialettica parlamentare. A cominciare dalla coalizione prima classificata Pd-Sel, che sebbene non disponga di una maggioranza al Senato, ha la responsabilità di indicare un'ipotesi di governo con cui confrontarsi con gli altri tre poli: quello di centro destra, quello di centro e quello rappresentato dal Movimento Cinque Stelle.
Vista la gravità della situazione economica e sociale del Paese, che si è riflessa pesantemente nelle urne, facendo perdere alle due coalizioni principali circa otto milioni di voti, tutte le forze politiche devono concorrere a far emergere il meglio per il Paese da una situazione oggettivamente complicata. Un'impresa non impossibile, se si metteranno da parte gli accordi al ribasso per la ricerca di meschine convenienze, e si sapranno invece mettere al centro dell'attenzione e dell'azione di governo quei chiari messaggi che vengono dall'elettorato e che si possono, secondo noi, così riassumere:
- una richiesta perentoria di serietà e di etica nella politica, che esige anche segni tangibili di riduzione dei costi della politica;
- la priorità alla lotta alla crisi sul piano economico e sociale, a cominciare dal lavoro che va creato e tutelato, perché la situazione ha raggiunto i limiti di guardia per gran parte delle imprese e delle famiglie;
- una revisione ed una attenuazione delle politiche di austerità per eliminarne gli effetti recessivi sull'economia;
- un maggior impegno per la coesione sociale e la riduzione delle disuguaglianze;
- la necessità inderogabile di cambiamento della legge elettorale.

Oltre l'ingovernabilità, se si vuole, ci può essere l'occasione per iniziare a costruire l'Italia del futuro.