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Osservatorio Aps, le regole anti-casta

1 Marzo Mar 2013 1132 01 marzo 2013

Dopo 12 anni arriva il regolamento per l'elezione da parte delle Aps dei 20 membri dell'Osservatorio. Dieci alle associazioni nazionali, dieci per le regionali. E nessuno potrà avere più di un rappresentante

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Volontariato Sociale Mani 2 Jpg C
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Dopo 12 anni arriva il regolamento per l'elezione da parte delle Aps dei 20 membri dell'Osservatorio. Dieci alle associazioni nazionali, dieci per le regionali. E nessuno potrà avere più di un rappresentante

Novità in vista per l’Osservatorio Nazionale dell’associazionismo. È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale (n. 49 del 27 febbraio 2013) il decreto del 20 dicembre 2012, numero 264, che più di dodici anni dopo la legge che lo prevedeva (la 383/2000) dà le regole per l’elezione dei membri dell’Osservatorio da parte delle associazioni di promozione sociale. Il provvedimento entra in vigore il 14 marzo 2013.

L’Osservatorio Nazionale dell’associazionismo era già stato nel mirino di diversi attacchi nei mesi scorsi. A luglio infatti la spending review l’aveva inserito tra gli organismi da chiudere e si era salvato in extremis insieme all’ Osservatorio per il Volontariato, l’Osservatorio nazionale per l’infanzia e l’adolescenza, il Comitato nazionale di parità e la Rete nazionale delle consigliere e dei consiglieri di parità. Ma già prima, a maggio, Claudio Barbaro (Futuro e libertà per il Terzo Polo) al Question Time della Camera aveva presentato un’interrogazione denunciando «l’evidente conflitto di interessi» di chi compone tale Osservatorio e suggerendolo come possibile oggetto da mettere nel mirino della spending review. A Barbato aveva risposto il Ministro Piero Giarda, su un testo trasmessogli dal Ministero del Lavoro, che aveva chiarito come fosse «in corso di completamento l'iter di approvazione del Regolamento che disciplina le modalità di elezione dei membri dell'Osservatorio da parte delle associazioni di promozione sociale iscritte nei registri nazionali e regionali», e che «in accoglimento di un parere interlocutorio del Consiglio di Stato, lo schema di Regolamento è già stato modificato, proprio al fine di garantire che la composizione dell'Osservatorio rispondesse in pieno ai principi di pluralismo e rappresentatività richiamati».

Il regolamento infine è arrivato. Ed ecco cosa dice.
Primo, le aps dovranno eleggere 20 membri dell’Osservatorio, rappresentativi delle associazioni di promozione sociale iscritte nel registro nazionale e nei registri nazionali. Altri sei membri verranno nominati dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali fra esperti di particolare e comprovata qualificazione professionale. L’Osservatorio dura in carica tre anni, come ora.
Le novità più importanti sono nel regolamento dei “pesi” che ciascuna organizzazione avrà all’interno dell’Osservatorio. Innanzitutto si stabilisce che non possono essere candidati coloro che abbiano già rivestito la carica di componente dell'Osservatorio per due mandati. Ogni associazione non può essere rappresentata da più di un membro, in nessun caso. Inoltre si stabilisce che dieci membri saranno rappresentativi delle associazioni a carattere nazionale e dieci di quelle iscritti nei registri regionali, con due seggi distinti (art. 2 e art. 4).
La prima regola (art 2, comma 1) dice che «le associazioni di promozione sociale iscritte nel registro nazionale e che risultino maggiormente rappresentative in relazione al numero degli associati, concorrono ad eleggere dieci membri dell'Osservatorio nazionale dell'associazionismo, mediante l'espressione di una preferenza». Le associazioni a carattere nazionale, lo ricordiamo, sono quelle che svolgono attività in almeno 5 regioni e 20 province.
Ma come si stabilisce la “maggiore rappresentatività”? Il decreto lo spiega subito dopo: la Direzione generale per il Terzo settore chiederà a tutte le associazioni iscritte al registro nazionale una dichiarazione da cui risulti il numero degli associati, dichiarazione che verranno messe online. A quel punto le prime 30 realtà per numero di associati designeranno ciascuna fino a due candidati, «nel rispetto del principio di pari opportunità di genere». Questo elenco di candidati (che a questi punto sarà di 30*2=60 nomi al massimo) verrà messo online almeno venti giorni prima delle elezioni. A votare poi sarà il rappresentante legale dell’associazione. Le elezioni sono valide qualunque sia il numero dei votanti. Sei mesi prima della scadenza dell’Osservatorio, vengono indette le nuove elezioni.