L'Aquila

L’informazione ai tempi della (non ricostruzione): nasce News Town

12 Marzo Mar 2013 1316 12 marzo 2013

Un nuovo quotidiano che eviti i tecnicismi e punti alla trasparenza perchè, come spiega il fondatore Mattia Fonzi, «la ricostruzione non esiste, ma le persone si»

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Un nuovo quotidiano che eviti i tecnicismi e punti alla trasparenza perchè, come spiega il fondatore Mattia Fonzi, «la ricostruzione non esiste, ma le persone si»

La storia recente de L’Aquila è la storia di una costante dimenticanza collettiva (forse non del tutto inconsapevole). Una dimenticanza che viene ricordata a folate, ogni 6 aprile, ogni sentenza, ogni nuova minima scossa, ma che il giorno dopo torna a rimpolpare l’amnesia nazionale che l’ha segnata in questi anni. Pochi i giornalisti o gli scrittori che si spingono dentro quel che resta della città. Sono rimasti gli aquilani a raccontarsi per contrastare quella che l’antropologo Jack Goody e il letterato Ian Watt chiamano “amnesia strutturale”, ovvero la sistematica distruzione di quelle parti della memoria collettiva che diventano obsolete.

In questo momento la situazione a L’Aquila è ancora più complessa rispetto al 6 aprile 2009: «Quando qualche giornalista mi chiede “Come va a L’Aquila?” rispondo che dovremmo parlare per giorni. Questa città la capisci se ci stai un mese», dice Mattia Fonzi, già facente parte del comitato 3e32 e di Casematte, e uno dei quattro fondatori di News Town, il nuovo quotidiano che da oggi, 12 marzo, sarà online.

Un progetto editoriale totalmente indipendente che nasce dall’incontro tra le varie istanze che in questo momento animano la città. Oltre a Mattia ne fanno parte anche Nello Avellani (il direttore responsabile, già giornalista a Radio Popolare Milano e Roma), Alessandro Tettamanti (giornalist freelance) e Roberto Ciuffini (giornalista aquilano).

«Ci siamo detti: perché uno deve andare a fare il giornalista in una qualsiasi testata (locale o nazionale) per pochissimi euro, non avere libertà e indipendenza dal punto di vista giornalistico ed editoriale e poi magari viene maltrattato? Allora facciamocela tra noi...

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