Festa del papà

Don Mazzi: «Cari padri non basta cambiare i pannolini»

18 Marzo Mar 2013 1914 18 marzo 2013

Per il fondatore di Exodus «soprattuto gli adolescenti hanno bisogno di un padre». In occasione della festa del papà don Antonio Mazzi lancia "La Tremendina del Papà", agile block-notes tascabile con pensieri e suggerimenti

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Don Mazzi
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Per il fondatore di Exodus «soprattuto gli adolescenti hanno bisogno di un padre». In occasione della festa del papà don Antonio Mazzi lancia "La Tremendina del Papà", agile block-notes tascabile con pensieri e suggerimenti

«Mancano i padri» non ha dubbi, don Antonio Mazzi, fondatore di Exodus. Anzi ricorda come sia da molto tempo che nei suoi libri come nei suoi interventi inviti «a riscoprire il fatto che soprattutto gli adolescenti hanno bisogno di un padre. Nella società contadina i ragazzi avevano intorno a sé molte figure maschili, il padre, il nonno degli zii. Adesso oltre al papà non c’è nessuno ed è per questo che continua a scrivere sulla figura del padre».
L’ultima novità è un’agendina, un memo tascabile, lanciata proprio in occasione della festa del papà dal titolo “La Tremendina del Papà”. «È come un piccolo block-notes in cui ogni giorno ho cercato di mettere delle frasi per dissipare la grande confusione che contraddistingue la figura paterna. La nostra società ha femminilizzato la figura paterna e questo non va bene».

Don Antonio Mazzi ha chiaro il risultato di questa confusione: «I padri vanno a giocare, cambiano i pannolini, portano a scuola i figli, fanno gli amici, niente di male, ma non interpretano più la figura del padre che è quella di colui che aiuta il figlio a uscire nel mondo, ad affrontare i problemi. Oggi non ci sono più padri e neanche madri e invece, soprattutto gli adolescenti hanno bisogno di figure chiare in cui identificarsi».
Non è un giudizio troppo tranchant della situazione attuale? «Bisogna chiarire bene invece. C’è il maschio e c’è la femmina, ci sono i momenti del coraggio e quelli della tenerezza. Oggi invece, mancano le identità precise: è tutto un gran minestrone così che alla fine i nostri figli non sanno più chi sono» conclude don Antonio.