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Per fare fundraising basta un caffè

5 Aprile Apr 2013 1146 05 aprile 2013

Luca Argentero, da ieri al cinema in "Bianca come il latte, rossa come il sangue", è anche il vicepresidente di una onlus che promuove la raccolta fondi per piccole associazioni chiedendo il corrispettivo di un caffé.

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Luca Argentero, da ieri al cinema in "Bianca come il latte, rossa come il sangue", è anche il vicepresidente di una onlus che promuove la raccolta fondi per piccole associazioni chiedendo il corrispettivo di un caffé.

È uscito ieri nelle sale, attesissimo, Bianca come il latte, rossa come il sangue. È il film che parla di adolescenti presi tra scuola, amori e malattia, diretto da Giacomo Campiotti e tratto dal romanzo di Alessandro D’Avenia. Tra i protagonisti c’è Luca Argentero, nei panni di un professore molto speciale. Argentero è anche vicepresidente di una onlus speciale, che si chiama 1Caffé. Lavora moltissimo sull’online, è al servizio delle piccole non profit, ed è la prima onlus in Italia ad aver sperimentato il mobile payment. Argentero l’ha creata insieme a un amico, Beniamino Savio, che ne è il presidente: «Io e Luca siamo amici da un po’ di anni. Da anni c'è il desiderio di fare qualcosa insieme, di diventare imprenditori con qualche idea vincente. Poi ognuno ha preso la sua strada, più o meno eccezionale, ma siamo rimasti legati pur vedendoci poco. Poi è venuta l'idea di 1Caffè: ci è piaciuta, l'abbiamo sviluppata, e ci ha dato l'opportunità di fare qualcosa insieme. Poi si vedrà», racconta Savio. «Avere un personaggio come Luca secondo me è fondamentale. Lui ci crede, e si vede. Lui dà valore aggiunto al progetto non solo in termini di immagine, ma di contenuti veri e propri. È una persona intelligente e brillante, buona e di valori importanti. Siamo online da pochi mesi e abbiamo 10mila persone ci seguono, senza di lui probabilmente saremmo a mille».

Ma cos’è 1Caffè? È il crowdfunding che parla italiano. Dedicato esclusivamente alla solidarietà e alle piccole associazioni non profit. Si parte dal semplice e quotidiano «Vieni, ti offro un caffè»: l’idea in più è stata quella di agganciare il caffé a una onlus e di trasformare quella frase in una donazione, attraverso un sms e la registrazione a un sistema di mobile payment. Et voilà: offrire un caffè a un progetto sociale, il modo migliore di iniziare la giornata. L’intuizione è di 1Caffè, una onlus nata nella primavera 2012 per dare visibilità alla miriade di piccole associazioni non profit esistenti in Italia e aiutarle nella raccolta fondi. I soci fondatori sono un gruppo di amici, tutti giovani, capitanati da Savio. Più che una biografia legata al non profit, confessa Beniamino, che ha 35 anni e nella onlus ha coinvolto anche moglie e figlia piccola, la molla è stata la voglia «di far capire ai giovani che ci sono tantissime realtà che fanno qualcosa di buono, tantissimi eroi. Ci piace l’idea di far innamorare qualcuno di un progetto, e presentandone tanti è più facile».
Ogni giorno infatti la donazione va a una realtà diversa, presentata sul sito di 1Caffè: «Abbiamo scelto le piccole non profit perché le grandi non hanno bisogno del nostro sforzo in termini di comunicazione e piccola raccolta quotidiana. Siamo online dal 7 maggio e abbiamo presentato quasi 150 associazioni. All’inizio abbiamo fatto un passaparola con amici di amici, poi hanno iniziato a contattarci le associazioni stesse», ricorda Beniamino. Tra le onlus la proposta di 1caffé trova «gratitudine, ma anche un po’ di sospetto perché è gratis o di delusione per la raccolta, che si aggira sui 20-30 euro al giorno. Però pubbliciziamo l’associazione presso 10mila persone. In media direi che l’atteggiamento è collaborativo, con molte continuiamo a sentirci per altri progetti».

Il meccanismo, dal punto di vista tecnico, Savio lo sintetizza come «un palinsesto tv portato sul web e sui social. Ogni giorno pubblichiamo una realtà non profit, descriviamo il suo progetto, facciamo un invito a offrire un caffè. C'è un numero di cellulare, sempre lo stesso, a cui mandare un sms digitando "uno" (1 euro, 1 caffè) o "cinque" (5 euro, una colazione)». Tramite bemoov, un sistema di mobile payment che ha dato alla onlus il servizio praticamente a costo zero, l'euro viene addebitato sulla carta di credito del donatore e accreditato su un conto tecnico di 1caffè. «È un conto diverso da quello operativo della nostra associazione. Viene utilizzato solo per le offerte alle associazioni e per le donazioni. Alla fine dell'anno il saldo sul conto è zero, perché noi non tratteniamo nulla», precisa subito Beniamino.E se gli chiedi “chi ve lo fa fare?”, non esita un attimo: «Scherzi? È un progetto che ci riempie di piccole soddisfazioni, di egoistico orgoglio. Abbiamo creato qualcosa che non c'era, e stiamo diffondendo l'idea che basta poco, se lo facciamo tutti, per fare cose grandiose. È un progetto pioneristico, c’è molto da fare, ma non molliamo». Secondo Savio la sfida è soprattutto quella di creare una cultura del mobile banking, perché «l'Italia è il primo paese in Europa per diffusione di smartphone e tablet e l'ultimo per l'utilizzo di mobile banking».
Intanto il progetto sta anche ridefinendo il ruolo dei volontari e dei testimonial: per 1Caffé lavorano tanti web volunteer, che danno tempo libero e know-how: «Chi ha molti followers, chi è esperto di statistiche web, chi fa il copy e scrive bene, chi ha i contatti di qualche evento che può ospitarci… anche solo un'ora alla settimana è preziosa».

Quando gli abbiamo chiesto se il web avesse cambiato il modo di essere testimonial di un progetto sociale per un vip, che con i social network può essere molto più coinvolto che non una bella foto su un cartellone pubblicitario, lo stesso Argentero ci ha detto: «Non c'è un "meglio" o un "peggio" quando si parla di solidarietà. Ogni iniziativa sostenuta da un cosiddetto volto noto ovviamente benificia di un pò di visibilità in più. È normale che i nuovi strumenti di comunicazione rendono questo tipo di adesioni più efficaci, rapidi, facili da realizzare. È fondamentale invece il beneficio che SN e web portano in termini di target: i giovani, i ragazzi sono il cuore pulsante della solidarietà di domani, vanno coinvolti attraverso un linguaggio a loro familiare e attraverso canali che ormai utilizzano quotidianamente. Questa è anche la tesi su cui si basa la nascita e lo sviluppo di 1caffe.org: utilizzare il web come veicolo di un'idea nuova di solidarietà virale quotidiana».