Festival del volontariato

L'Italia dei volontari non si fida della politica

10 Aprile Apr 2013 1314 10 aprile 2013

Da domani a Lucca il via ai lavoro. In anteprima per Vita.it gli esiti di una ricerca su un campione di 1.901 presidenti di onp stratificato per area geografica e settore di intervento

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Da domani a Lucca il via ai lavoro. In anteprima per Vita.it gli esiti di una ricerca su un campione di 1.901 presidenti di onp stratificato per area geografica e settore di intervento

Il volontariato, come il resto del Paese, ha una fiducia bassa nella politica, ma questa aumenta se si guarda alla politica locale rispetto a quella nazionale. Il dato emerge dalla seconda fase della ricerca “Struttura e dinamica delle organizzazioni di volontariato nell'Italia della crisi” realizzata dal Centro Nazionale per il Volontariato e dalla Fondazione Volontariato e Partecipazione che sarà presentata al Festival del Volontariato che domani apre i battenti a Lucca. È stata condotta su un campione di 1.901 presidenti stratificato per area geografica e settore di intervento. I presidenti che esprimono soddisfazione verso le politiche locali dell’ultimo anno sono il 46% mentre coloro che si ritengono soddisfatti della politica nazionale scendono al 17%. Una fiducia però ad intermittenza, sulla quale pesano le variabili territoriali. Nelle regioni del Nord-Ovest e del Nord-Est si hanno livelli di soddisfazione più alti (superiori al 50%), mentre il tasso di fiducia per la politica locale crolla al Sud al di sotto del 30%.

“I nostri dati -commenta il presidente del Cnv Edoardo Patriarca- dimostrano un vuoto di fiducia preoccupante che il volontariato riserva alla politica. Sono dati che non ci sorprendono, ma ci preoccupano perchè l'opera del volontariato va verso la realizzazione dell'interesse collettivo, la stessa direzione che dovrebbe avere la politica e che invece è stata smarrita negli ultimi anni. I dati dimostrano però anche un altro aspetto: laddove, come sui territori, politica e volontariato sono chiamati ad operare insieme ed il coinvolgimento, con tutti i problemi che esso può comportare, è diretto, la fiducia aumenta. È un dato positivo: fa sperare che il Paese e i vari livelli di governo sappiano guardare al volontariato come ad un soggetto attivo per la coesione sociale e la realizzazione del bene comune".

"Oggi -prosegue Patriarca- al volontariato è chiesto molto. È venuto il tempo che anche la politica torni a dare risposte”. Che il volontariato sia sotto pressione lo dimostrano anche altri dati dell'indagine Cnv-Fvp. La maggioranza delle organizzazioni afferma di operare per rispondere a problemi o emergenze (il 55%), mentre solo il 41% per rimuovere o prevenire le cause che generano le emergenze. “Di fronte alla fatica della politica -commenta ancora Patriarca- c’è la presenza diffusa del volontariato che ha una sua consistenza.. Ma i volontari non sono solo persone generose che fanno del bene, sono anche e soprattutto portatori di una cultura nata per stare insieme agli altri e crescere insieme agli altri, con idea di Paese fondata sulla solidarietà. È l'idea che ribadiremo dall'11 al 14 aprile a Lucca al Festival del Volontariato”.