Quirinale

Zamagni: Prodi il candidato più naturale

19 Aprile Apr 2013 1420 19 aprile 2013

L’economista conosce il candidato al Colle da oltre 40 anni. «Una scelta ovvia che mette il Pdl all’angolo. Ma scommetto che saprà fare il pacificatore»

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L’economista conosce il candidato al Colle da oltre 40 anni. «Una scelta ovvia che mette il Pdl all’angolo. Ma scommetto che saprà fare il pacificatore»

Prodi? Era il candidato più naturale. Parola di Stefano Zamagni, bolognese come il probabile nuovo presidente della Repubblica. Si conoscono da oltre 40 anni, sono tutt’e due cattolici («Anche se Prodi di sensibilità più dossettiana», sottolinea Zamagni).

Una buona scelta?
Questo lo vedremo. Ma era la scelta più ovvia, lo avevo detto al Corriere della sera, in un’intervista, già tre giorni fa. E non capisco come il Pdl non l’abbia capito. Ora si trova nell’angolo. Comunque, dovendo fare previsioni, direi che Prodi ha il temperamento del pacificatore. Quindi non farei previsioni di guerre civili a livello politico. Scommetto che riuscirà a ricucire un rapporto anche con Berlusconi.

Una scelta ovvia, perché?
Ma perché Prodi ha il profilo che risponde a quello che la politica e il sentimento popolare oggi chiedono. Integrità dal punto di vista della storia personale. Lo conosco, e lo vedo vivere da sempre nella solita casa molto semplice a Bologna. Sono fattori che contano oggi anche più di ieri. E poi Prodi garantisce visibilità, nel senso che a livello internazionale è persona conosciuta.

Non c’erano alternative?

Non c’erano alternative che avessero chance a livello politico. Prodi, secondo le categorie di San Tommaso, è il minor male. Se pensiamo che abbiamo corso il rischio di avere Rodotà che è un laicista con il coltello tra i denti… Rodotà è in prima fila nel referendum contro il sistema di finanziamento alle scuole libere in Emilia Romagna.

Ma per il Pdl è certamente una sconfitta…
Chiaro che lo è. E mi meraviglia che un uomo con l’esperienza di Berlusconi non abbia capito che conveniva cavalcare l’onda piuttosto che ritrovarsi sconfitti nell’angolino. Tra l’altro c’era un altro fattore che lasciava capire che questa era una soluzione nell’ordine delle cose: l’arrivo di papa Francesco ha sconfitto quella chiesa che ragiona più in politichese. Fa prevalere le soluzioni nette, chiare. In fondo Prodi risponde un po’ a questa esigenza di maggiore chiarezza.