fuori famiglia

Agevolando fa tris: sezioni a Rimini e in Trentino

23 Aprile Apr 2013 1204 23 aprile 2013

Cresce l'associazione creata da ragazzi con alle spalle un'esperienza di comunità o affido, per accompagnare la delicata fase dei 18 anni e dell'uscita dalla comunità

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Agevolando fa tris: sezioni a Rimini e in Trentino
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Cresce l'associazione creata da ragazzi con alle spalle un'esperienza di comunità o affido, per accompagnare la delicata fase dei 18 anni e dell'uscita dalla comunità

In un pomeriggio di apertura ne arrivano anche otto. Cercavano un aiuto per scrivere il cv, trovare offerte di lavoro stagionale, orientarsi nella burocrazia e avere l’esenzione dal ticket o rifare la carta d’identità. O solo qualcuno che li accompagnasse a vedere la che volevano affittare casa e leggesse insieme a loro il contratto. Si chiama “Se potessi” ed è il primo sportello in Italia dedicato ai neomaggiorenni che vengono da un’esperienza fuori dalla loro famiglia di origine. Ha aperto a Rimini il 15 marzo, promosso dalla Fondazione San Giuseppe in collaborazione con una decina di associazioni del territorio, in un progetto cofinanziato dalla Regione Emilia Romagna.
Lo sportello nasce dal fatto che appena compie 18 anni un ragazzo “fuori famiglia” è considerato adulto e i Comuni cessano di pagare la retta per la sua accoglienza, che sia in comunità o in affido. Ci sarebbero i prosiegui amministrativi, ma con la crisi sono sempre più rari. Silvia Sanchini, direttore della Fondazione San Giuseppe, racconta che «la legge prevede che possano durare tre anni, quando abbiamo iniziato con i gruppi appartamento, nel 2009, duravano un anno e mezzo, oggi qui in Emilia Romagna siamo sui sei mesi, massimo un anno». Così questi ragazzi - che come i loro coetanei a 18 anni non sono affatto adulti e che in più non hanno una famiglia a cui appoggiarsi – dovrebbero essere “scaricati”. «Abbiamo formalizzato una cosa che già facciamo», dice Sanchini: «La Fondazione gestisce delle comunità residenziali e vediamo che gli educatori sono i naturali punti di riferimento per i ragazzi. Quello che fino a ieri abbiamo fatto in amicizia, oggi ha una cornice più strutturata». Casa e lavoro sono le prime urgenze e Sanchini spiega che «l’obiettivo è avere riconosciute delle agevolazioni in questi settori, perché questi giovani sono vulnerabili ma non hanno alcun aiuto».
Rimini, insieme a Trento, dal 20 aprile è la prima sede territoriale di Agevolando, un’associazione fondata nel 2010 da un gruppo di giovani che hanno trascorso parte della loro infanzia “fuori famiglia”. L’Assemblea dei soci ha ufficialmente riconosciuto anche le sezioni di Rimini e del Trentino, le prime due "figlie" dell'associazione. Oltre al riconoscimento delle due sezioni distaccate, l’Assemblea ha provveduto al rinnovo delle cariche del Direttivo: è stato riconfermato Presidente dell’Associazione Federico Zullo, classe 1979, coordinatore del servizio “Nuovo Orizzonte” all’Istituto Don Calabria di Ferrara e ex ospite di comunità. Eletta nel direttivo nazionale anche la riminese Diletta Mauri, neo laureata in Progettazione e gestione dell’intervento educativo nel disagio sociale all’Università di Bologna con una tesi proprio sul tema: “Care leavers. Uscire per giocare la libertà”.