Terremoto dell'Aquila

«Il sisma poteva essere previsto»

17 Maggio Mag 2013 1506 17 maggio 2013

Così il gup del Tribunale dell'Aquila motiva la condanna per i tecnici che ricostruirono la “Casa dello studente”, Berardino Pace, Pietro Centofanti e Tancredi Rosicone

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Così il gup del Tribunale dell'Aquila motiva la condanna per i tecnici che ricostruirono la “Casa dello studente”, Berardino Pace, Pietro Centofanti e Tancredi Rosicone

Il terremoto del 2009 all'Aquila poteva essere previsto «essendosi verificato in quello che viene definito periodo di ritorno, vale a dire nel lasso temporale di ripetizione di eventi previsto per l'area aquilana». Per cui non «era affatto imprevedibile».
È quanto scrive il gup del Tribunale dell'Aquila Giuseppe Grieco motivando la sentenza di condanna a 4 anni del 16 febbraio scorso per i tecnici che ricostruirono la “Casa dello studente”, Berardino Pace, Pietro Centofanti, Tancredi Rosicone.

Nella vicenda del crollo della struttura a seguito del sisma «i tecnici hanno colpevolmente e reiteratamente ignorato tutte le prescrizioni». Per quanto attiene invece al tecnico dell'Azienda per il diritto allo studio che gestisce l'immobile, Pietro Sebastiani, condannato a due anni e mezzo, il giudice ha rilevato che lo stesso «non ha provveduto a fare il collaudo statico dell'immobile».

Nella vicenda della “Casa dello studente” avvenuta in occasione del sisma del 6 aprile morirono 8 giovani.
«Se la giustizia ha stabilito che ci sono delle colpe da parte dei tecnici è giusto che paghino». Così il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, commenta all'Adnkronos le motivazioni della sentenza dello scorso febbraio con la quale sono stati condannati tre tecnici. «Se è stato accertato che c'è stata “incuria” è giusto che paghino. La mia analisi del terremoto e della nostra vicenda - precisa Cialente - è che in Italia tutte le persone che sono chiamate a compiere attività di controllo e di ispezione la fanno con un lassismo assoluto. Tutte le tragedie che avvengono nel nostro paese sono per incuria e routinarietà nei controlli».

«I terremoti non sono scientificamente prevedibili», nel giorno e nel momento in cui possono accadere, «ma, quando accade un terremoto, gli edifici crollano se non sono costruiti con i criteri antisismici». Il sismologo Enzo Boschi commenta le motivazioni rese note oggi. «I terremoti provocano vittime perché gli edifici sono costruiti male, ed è un antico problema» aggiunge Boschi. «Questa sentenza non riguarda il mio processo», andato a sentenza il 22 ottobre scorso, «per il quale siamo ricorsi in appello» precisa l'ex presidente dell'Ingv. «I terremoti non sono prevedibili ma gli edifici possono venire giù anche senza scosse di terremoto, solo perchè sono costruiti male», ribadisce lo scienziato