Azzardo

Genova: scacco matto alle slot con la legge regionale

23 Maggio Mag 2013 1755 23 maggio 2013

Il Tar conferma che, grazie alla legge regionale 17 del 2012, i sindaci, in Liguria, hanno l'ultima parola sulle slot machine in città

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Il Tar conferma che, grazie alla legge regionale 17 del 2012, i sindaci, in Liguria, hanno l'ultima parola sulle slot machine in città

«Genova è diventato oggi il centro del gioco, è la nostra “patria”, perché da qui può dipendere il futuro del comparto. Per questo siamo qui oggi, per testimoniare la vicinanza agli operatori di As.Tro sul territorio, e per provare a portare, oltre alla solidarietà, anche le risposte a una battaglia che diventa cruciale».

Con queste parole il presidente di As.Tro Massimiliano Pucci ha aperto la riunione di questo pomeriggio dell’associazione proprio nel capoluogo ligure. Perchè il presidente ritiene che proprio da Genova possa dipendere il futuro dell'azzardo?

Perchè è grazie ad una legge regionale, la 17 del 2012 (scaricabile qui a fianco in pdf), che la battaglia no slot sta riscuotendo i primi veri successi. Queste leggi infatti, tra le tante cose, stabiliscono la competenza dei sindaci nel dirimere e stabilire se, quando e come, su un dato territorio, possano esserci slot machine e pubblicità a riguardo.

Che le leggi funzionino lo dimostra una sentenza del 15 maggio scorso, la prima in questo senso, con cui il Tar Liguria ha respinto il ricorso di una tabaccheria di Genova, contro la decisione del Comune di vietare l’installazione di quattro slot machine, perché era ubicata a meno di 300 metri dalla chiesa del quartiere.
Recita la sentenza: «va affrontato l’ argomento di censura secondo cui la disciplina delle distanze di cui alla LR in esame sarebbe inerente la materia della disciplina tecnica di rilievo comunitario. Anche tale argomento di censura va respinto, dal momento che la disciplina tecnica afferisce alla dimensione ontologica del prodotto e delle sue caratteristiche di offerta, non alla localizzazione che è questione esterna ad esso e meramente territoriale, quindi estranea alle materie indicate».

Più semplicemente il Comune, e dunque il sindaco, forte della Legge Regionale, ha pieni poteri sulle macchinette ubicate sul suo territorio di competenza.