La campagna

La Croce Rossa contro le slot: «Il Governo apra gli occhi»

5 Giugno Giu 2013 1354 05 giugno 2013

«Non è possibile che l'azzardo sia l'unico settore in cui le tasse siano diminuite», attacca Francesco Rocca, pronto a schierare tutta l'associazione in questa battaglia: «Non arretreremo di un centimetro»

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Rocca
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«Non è possibile che l'azzardo sia l'unico settore in cui le tasse siano diminuite», attacca Francesco Rocca, pronto a schierare tutta l'associazione in questa battaglia: «Non arretreremo di un centimetro»

E adesso nella battaglia contro le slot scende in campo anche la Croce Rossa Italiana, che con il suo presidente nazionale Francesco Rocca ha deciso di aderire alla mobilitazione promossa da Vita e dalla Casa del Giovane di Pavia e alla parallela campagna delle Iene.

Presidente da dove nasce questa iniziativa?
Dalla necessità di contrastare un fenomeno che sta riducendo in povertà migliaia di famiglie. Noi lo vediamo tutti i giorni attraverso gli occhi dei nostri volontari che assistono in tutta Italia 400 nuclei in difficoltà In un momento di crisi il richiamo del gioco è più forte. il rischio però è quello di perdere definitivamente tutto e magari di finire nelle braccia della malavita e dell'usura.

Oltre alla sottoscrizione della campagna di Vita che altre azione avete in mente di intraprendere?
Mettere in campo tutta la nostra rete di 589 comitati e oltre mille sedi distribuite sul territorio, in modo che siano direttamente i nostri volontari e in particolare la componente dei giovani a mobilitare i sindaci e la popolazione. Sarà un’attività di lobbing di ampio respiro. Su questo punto nei prossimi mesi non molleremo un centimetro.

E al Governo quale messaggio vuole mandare?
Dico che lo Stato deve prendere una posizione etica definitiva. Non si può discutere anni su come ridurre il carico fiscale e poi scoprire che le uniche concessioni fiscale reali fino ad oggi sono state fatte all’industria dell’azzardo. Il mio appello a Letta è che non chiuda gli occhi di fronte a un fenomeno che sta creando povertà e patologie in modo sempre più esteso.