politica

Via libera per il nuovo Isee

14 Giugno Giu 2013 1850 14 giugno 2013

La Conferenza unificata ha sancito ieri l'intesa sul nuovo Isee, presentato dal Governo. Per il Forum famiglie si potrebbe però ancora rivedere la scala di equivalenza e prevedere una valutazione di impatto familiare

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La Conferenza unificata ha sancito ieri l'intesa sul nuovo Isee, presentato dal Governo. Per il Forum famiglie si potrebbe però ancora rivedere la scala di equivalenza e prevedere una valutazione di impatto familiare

La Conferenza Unificata ha sancito ieri l’intesa con il Governo sul nuovo Isee. Si tratta di un provvedimento che ha avuto un iter lungo e tortuoso, e su cui la parola passa ora al Parlamento (a cui il Governo dovrà presentare un Dpcm). A questo punto l'accordo politico dovrebbe essere scontato, al contrario di quel che era successo invece tra gennaio e febbraio, verso la fine del governo Monti. Il Governo ora ha accolto gli emendamenti richiesti in primis da Regione Lombardia, «emendamenti che vanno nella direzione di definire meglio gli spazi di autonomia delle Regioni ma che non coinvolgono la definizione di condizione economica, che resta uguale per tutti», ci ha detto il viceministro Cecilia Guerra. Quindi la scala di equivalenza che era stata al centro delle contestazioni lombarde e del Forum Famiglia resta la stessa: «tutto l’Isee resta lo stesso, gli emendamenti non mettono in discussione l’impianto dell’Isee ma gli affianca altri criteri per la selezione dei beneficiari». Il nuovo strumento dovrebbe essere operativo già entro la fine dell'anno.

Il nuovo Isee arriva dopo più di dieci anni di vita del ‘vecchio’ indicatore: la sua revisione era invocata da tempo da più parti. Il Forum delle Associazioni Familiari tuttavia sottolinea come alcuni aspetti andrebbero ulteriormente approfonditi per evitare che l’auspicata revisione dell’ISEE abbia come conseguenza l’esclusione di fatto di numerose famiglie dall’accesso ai servizi sociali anche se non certo ‘ricche’.

Elementi positivi del nuovo ISEE
Riscontriamo nelle proposte di nuova ISEE alcuni aspetti positivi, tra cui: la maggior attenzione agli abusi derivanti da genitori non sposati che indicano diversa residenza, peraltro da sempre segnalato dal Forum come problema di equità; l’introduzione dell’ISEE corrente nel caso di rilevanti e impreviste variazioni della propria situazione economica nel corso dell’anno, particolarmente significativo in questo tempo di crisi e di precarietà dei posti di lavoro; il calcolo del reddito figurativo delle attività mobiliari, insieme alla maggiore incidenza dei patrimoni rispetto ai redditi.

La scala di equivalenza è inadeguata
Ci pare tuttora insoddisfacente la scala di equivalenza soprattutto per le famiglie con figli, ancor più se in situazioni di particolare disagio (presenza di disabili, di figli minori, famiglie monogenitoriali etc.), che dovrebbero piuttosto godere di uno speciale favor attraverso adeguate modulazioni della scala.
È pur vero che l’ISEE non ha la finalità di combattere la povertà, ma già attraverso le scelte adottate dalle Istituzioni competenti è possibile situare i nuclei più fragili in una situazione di minor rischio, riconoscendone la soggettività e ponendosi quindi in un’ottica di prevenzione.
La scala di equivalenza tra l’altro sembra molto simile a quella vigente, che non valuta in modo realistico l’effettivo impatto del costo dei figli man mano che il loro numero cresce: un’indagine condotta su un campione di ventimila famiglie su dati ISTAT evidenzia come il primo figlio da 0 a 18 anni costa mediamente 0,5 volte il costo di un adulto, 0,62 il secondo, 0,78 il terzo figlio e così via. Riteniamo pertanto necessario un ulteriore sforzo per adeguare verso l’alto la scala di equivalenza, che potrebbe ricomprendere anche le già previste maggiorazioni in presenza di tre o più figli minori.

Altri elementi di rilievo
Come detto, è positivo che nel calcolo del patrimonio sia dato maggior peso alla parte patrimoniale, a condizione però che non siano penalizzate le famiglie di condizione medio-bassa: è quanto potrebbe accadere per via dell’inserimento tra il patrimonio di una parte percentuale del valore della prima casa, anche se modulato con diverse franchigie. Anche su questo aspetto riteniamo possibile un ulteriore sforzo, che necessita per forza di cose di una altrettanto forte volontà politica. Ad esempio, si potrebbe aumentare la franchigia per la prima casa in modo da rendere sostanzialmente esenti le abitazioni modeste, dei nuclei familiari medio-bassi o numerosi, e contemporaneamente innalzare il tetto della franchigia sulla componente mobiliare, in linea con quanto previsto in precedenza o comunque eliminando tetto massimo, che nell’attuale formulazione si raggiunge già con tre componenti, cui consegue un’oggettiva penalizzazione delle famiglie numerose, che al contrario la legge delega chiede esplicitamente di favorire.
Riteniamo inoltre che sia necessario semplificare il meccanismo previsto per la determinazione del valore dei beni mobiliari, proprio per evitare le citate elusioni: ci pare molto più semplice richiedere la giacenza media annua dei conti correnti e del monte titoli.

Valutazione di impatto familiare
Infine è opportuno un adeguato ed efficace sistema di monitoraggio sulla nuova ISEE, eventualmente accompagnato da una sua revisione qualora si verifichi effettivamente l’esclusione di larga parte della popolazione dall’accesso al welfare. Questo potrebbe addirittura essere il primo esempio in Italia di Valutazione di Impatto Familiare di un provvedimento, secondo le indicazioni contenute nel Piano Nazionale per la famiglia, approvato dal governo nel 2012. Questa valutazione andrà peraltro realizzata non solo negli uffici del ministero, ma condivisa e partecipata con le amministrazioni locali, e soprattutto con l’associazionismo familiare.