the mission

90mila firme per dire no al reality tra i profughi

20 Agosto Ago 2013 1351 20 agosto 2013

Parla Andrea Casale, lo studente che ha lanciato una petizione online contro la trasmissione che la Rai manderà in onda filmando alcuni vip in un campo profughi. "Non mi aspettavo questo successo, ora la Rai renda pubblici i cachet dei personaggi ingaggiati"

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Parla Andrea Casale, lo studente che ha lanciato una petizione online contro la trasmissione che la Rai manderà in onda filmando alcuni vip in un campo profughi. "Non mi aspettavo questo successo, ora la Rai renda pubblici i cachet dei personaggi ingaggiati"

90mila firme in due settimane. E' questo il risultato straordinario ottenuto dalla petizione lanciata sul sito www.change.org contro la messa in onda del reality "The Mission" che la Rai ha in progetto di realizzare in un campo profughi; definito uno "show umanitario", il programma è prodotto dalla RAI in collaborazione con l’Acnur e Intersos per raccontare la sofferenza dei rifugiati in Sud Sudan, in Repubblica Democratica del Congo e in Mali ad alcuni vip tra cui Emanuele Filiberto, Paola Barale, Michele Cucuzza, Barbara De Rossi, Al Bano. A lanciare la petizione è stato uno studente 25enne di farmacia, il tarantino Andrea Casale, che vita.it ha raggiunto.
Vita: Andrea, come ti è venuta l'idea di mobilitarti contro The Mission?
Casale: Appena ho letto delle intenzioni della Rai e dell'argomento del programma, un reality con i vip filmati in mezzo ai profughi, mi è sembrata subito un'idea di pessimo gusto. Poi visto che mi occupo di temi sociali ho deciso che non potevo restare solo a guardare e ho lanciato la petizione.
Vita: Di che cosa ti occupi in particolare?
Casale: Sono il referente dell'Italia dei Valori per l'immigrazione e i diritti civili della provincia di Parma, dove studio, però preciso che il partito non c'entra, è stata una mia iniziativa personale, anche se sia l'Idv che altre formazioni politiche mi hanno espresso apprezzamento e appoggio.
Vita: Ti aspettavi un numero così imponente di adesioni?
Casale: Assolutamente no. Ho messo online la petizione il 4 agosto e dopo tre giorni c'erano già 5000 firme, con punte di 1200 adesioni l'ora. Visto che oggi siamo a 90mila, è una media di oltre 5.600 firme al giorno, veramente incredibile. Ma sono contento, evidentemente sono in tanti a pensarla come me; devo anche ringraziare pubblicamente Fiorella Mannoia che oltre ad aderire ha anche pubblicizzato l'iniziativa sulla sua pagina facebook, portando migliaia di sostenitori.
Vita: Per ora dalla Rai qualcuno si è fatto sentire?
Casale: No. Mi hanno detto che il programma comunque non sarà annullato, ma si farà anche tenendo conto delle preoccupazioni espresse nella petizione e nei tanti commenti sui social network. Per me è già una parziale vittoria, anche se dalla Rai mi aspetto un altro segnale...
Vita: Quale?
Casale: La trasparenza sui compensi ai vip partecipanti. Sono ciricolate cifre assurde, tipo 500mila euro di cachet, mentre qualcun altro ha parlato di un semplice rimborso spese di qualche migliaia di euro. Io credo che pagare questi personaggi per stare a guardare la sofferenza altrui sia inaccettabile, e spero che la Rai faccia chiarezza al più presto su questo aspetto, anche perché su questi temi la nostra televisione pubblica, quando vuole, sa mandare in onda trasmissioni ben fatte e interessanti, come il recente documentario di Enzo Nucci sulle ragazze di Mogadiscio. Peccato sia andato in onda a notte fonda...
Per seguire la petizione su twitter si può utilizzare l'hashtag #NoMission